erasmusOltre 20mila posti già pronti per gli studenti che vogliono fare un'esperienza all'estero

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Eleonora Della Ratta

Tanti sono previsti dai bandi già pronti in 50 università per l'Erasmus 2010/2011 a cui si sommeranno quelli ancora non determinati dei bandi che usciranno nei prossimi mesi. I Paesi di destinazione sono tutti quelli dell'Unione europea, a cui si aggiungono quelli dell'area economica (come Norvegia, Islanda, Liechenstein, Cipro e Malta) e la Turchia, già considerata dalla maggior parte delle università come parte dell'Unione.

Le domande ogni anno sono in crescita: le candidature vanno presentate tra gennaio e marzo con partenze a partire da settembre 2010. La borsa è di 230 euro netti al mese (cifra che sarà confermata solo ad agosto) garantiti dall'agenzia Erasmus a cui si aggiungono quelli del Miur (da definire) e delle aziende per il diritto allo studio per gli studenti con basse fasce di reddito. Spesso gli atenei aggiungono anche un proprio contributo che si aggira intorno ai 100 euro o poco più, nella maggior parte dei casi. In alcuni casi però si tratta di cifre più considerevoli: l'Università di Genova, per esempio, offre dai 240 ai 450 euro in base al merito, Trento somma altri 300 euro per la copertura delle spese di viaggio, mentre l'università di Catanzaro garantisce dai 105 ai 160 euro al mese e un contributo una tantum iniziale.

Anche i posti disponibili sono variabili: dai 30 dell'Università del Sannio ai 3.854 di Bologna, da suddividere tra le diverse facoltà e legati al numero di convenzioni sottoscritte nell'ambito del progetto Erasmus. In alcuni casi, però, non tutti gli studenti riceveranno una borsa: è il caso di Siena, dove la possibilità di partire per l'estero viene offerta a 1.100 ragazzi, ma soltanto 67 riceveranno il contributo di 230 euro oltre a un forfait di 450 euro.

Criteri ovunque analoghi invece per i requisiti richiesti. Fondamentale è la conoscenza della lingua del paese ospitante o dell'inglese, mentre alcuni atenei chiudono un occhio in caso di paesi come la Spagna, dove si ritiene che in poco tempo lo studente potrà imparare l'idioma nazionale. Molte università, poi, organizzano corsi linguistici di preparazione: durante l'Erasmus infatti lezioni ed esami saranno tenuti in inglese, dove è previsto, o più spesso nella lingua locale.

Per rendere più produttivo il periodo, da tre a sei mesi, che viene trascorso in un'università straniera è importante assicurarsi sulla compatibilità del proprio percorso di studi con quello che si svolge nell'ateneo gemellato per vedersi riconoscere i crediti formativi quando si torna in Italia.

Il soggiorno all'estero è soprattutto l'occasione per aprire nuovi contatti a livello internazionale e, soprattutto per chi sta preparando la tesi di laurea, per aprirsi nuove possibilità di esperienze lavorative. Accanto all'Erasmus tradizionale, infatti, da tre anni è possibile partire per l'Erasmus Placement, uno stage o tirocinio all'estero con aziende, enti di ricerca o laboratori convenzionati con le università italiane. In questo caso i posti sono ancora molto pochi, ma le domande sono in costante crescita.

TIROCINI PER 300 GIOVANI
Erasmus placement
Il programma Erasmus Placement è nato da tre anni e permette agli studenti di svolgere stage all'estero presso imprese, centri di formazione e di ricerca.

Al momento sono circa 335 i posti disponibili, previsti dai bandi di 17 università. Gli studenti hanno a disposizione una borsa di 600 euro al mese, a cui si aggiungono talvolta i contributi dei singoli atenei che possono anche raddoppiare la borsa. Il tirocinio dura dai 3 mesi a un anno. Le mete sono aziende e centri dei 27 stati della Ue, i tre paesi Efta (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e la Turchia.

I requisiti variano in base all'ateneo, ma tutti richiedono la conoscenza della lingua del paese ospitante o almeno dell'inglese: in alcune università, inoltre, è necessario essere nella fase finale degli studi o aver già conseguito la laurea di primo livello.

Approfondimenti

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