Gran Bretagna. Giovani poveri ammessi all’università anche con voti più bassi dei ricchiRivoluzione all’università di Bristol. Per contrastare l’elitismo accademico non si guarderà più solo ai risultati della maturità, che premiano chi frequenta le scuole migliori, ma ai talenti scelti dai presidi fra i giovani meno fortunati

Fonte: Corriere della Sera
di Caterina Belloni

I privilegi per i figli delle famiglie ricche devono essere combattuti. A sostenerlo è l’università di Bristol, che ha deciso di lanciare un nuovo programma per aiutare i giovani che provengono da famiglie povere o svantaggiate ad aspirare ad una laurea e in prospettiva al loro riscatto sociale. Due le strategie messe a punto dall’ateneo, che ha ricevuto anche l’appoggio del ministero. Da una parte, come già fanno anche altre università, prevedere sconti e borse di studio per chi dimostra di avere talento ma non ha abbastanza soldi in banca per portare avanti un percorso di studio che costa anche 9 mila sterline l’anno. Dall’altra, e questa è la vera svolta, le porte dell’università si apriranno anche per i ragazzi che non hanno raggiunto il livello massimo agli esami finali come invece viene normalmente richiesto.

Perché la convinzione dei responsabili dell’ateneo di Bristol è che spesso ragazzi abili e promettenti falliscano l’obiettivo di un voto alto perché mancano di supporto o non hanno abbastanza tempo per prepararsi date le loro condizioni svantaggiate. A identificare i giovani che hanno potenziale da esprimere indipendentemente dal voto preso alla maturità saranno i presidi delle scuole locali, che dovranno indicare cinque ragazzi per istituto che vengono da un ambiente difficile, non hanno strumenti economici adeguati e non hanno ottenuto il massimo dei voti. Una valutazione che va contro la normale logica dell’istruzione britannica, dove tutto si calcola con fattori e percentuali. In questo caso, invece, a diventare fondamentale risulta la persona, che un preside e i suoi insegnanti hanno avuto modo di valutare per anni e che conoscono come capace e di valore ben oltre il risultato numerico.

Una decisione che colpisce, soprattutto all’indomani dei risultati di una ricerca nazionale secondo la quale i figli delle famiglie ricche o benestanti hanno quattro volte più la possibilità degli altri di arrivare a ottenere una laurea. Secondo l’Ucas, l’organismo che sovrintende le iscrizioni universitarie, i giovani maschi che appartengono alla «working class» sono quelli che meno facilmente accedono alle aule degli atenei. Lo schema pilota di Bristol potrebbe rappresentare un modello di cambiamento. A sostenerlo è anche il sindaco di Bristol Marvin Rees che ha dichiarato che questo metodo renderà la città più equa.