ospedaleEra dirigente all’ospedale di Rho. I pazienti: bravo e competente

Fonte: Corriere della Sera
di Silvano Santambrogio

Un pediatra bravissimo. Un’infinità di bambini guariti e «guardi, una competenza che non le dico»: non c’è un genitore che lo neghi. Se non era in corsia stava in ambulatorio, se non in ambulatorio era a parlare di pediatria in qualche convegno. Peccato solo che non fosse un pediatra. Anzi, in verità neanche un medico. All’ospedale di Rho, il paesone appena fuori Milano dove lavorava da 19 anni, a un certo punto stava persino per diventare primario. Ma all’università di Padova, dove il suo curriculum lo dava laureato, aveva dato solo sei esami.

A fare la sconcertante scoperta è stato l’ufficio personale dell’Azienda ospedaliera «Salvini» di Garbagnate, da cui dipende appunto anche Rho. Il falso medico — Marco Bassi, 54 anni — ha presentato le dimissioni e ha chiuso anche l’ambulatorio sempre affollato che aveva aperto nel paese vicino di Pero.

«L’anomalia della sua documentazione personale — spiega il direttore sanitario Paolo Moroni — era emersa quasi per caso da una verifica in corso su tutti i nostri medici. Poiché i documenti che ci aveva presentato quando fu assunto risultavano essere copie non conformi abbiamo chiesto all’interessato di fornirci le carte autenticate. Solo che la sera del 6 settembre il dottor Bassi — dev’essere difficile smettere di chiamarlo dottore da un giorno all’altro — anziché quelle carte ci ha inviato un telegramma con le sue dimissioni per improrogabili motivi personali».

Gli accertamenti successivi hanno appunto chiarito che il «dottor» Bassi alla laurea in Medicina e chirurgia non ci era mai arrivato. Nei registri dell’università di Padova risultano sei esami. Così venerdì scorso l’ufficio legale dell’Azienda «Salvini» ha denunciato la faccenda ai carabinieri che l’hanno girata alla magistratura: i reati ipotizzati parlano di truffa, esercizio abusivo della professione, falsità ideologica e falsità materiale. Naturalmente ora c’è un’inchiesta in corso e bisognerà aspettarne l’esito.

Il «falso» pediatra, rintracciato ieri pomeriggio nella sua abitazione di Monza, ha detto di essere «appena tornato da una seduta dallo psicologo. Non so nulla della denuncia e appena sarò informato deciderò cosa fare. Dall’ospedale mi sono dimesso il 6 settembre per motivi di salute».

All’ospedale di Rho lavorava dal 5 novembre del ’90. In questi diciannove anni era diventato prima medico di ruolo poi dirigente medico pediatra. Qualcuno, dopo il pensionamento dell’ex primario, aveva quasi scommesso che il posto sarebbe toccato a lui. Ma la carica è andata all’attuale direttore del reparto, Alfonso Angrisano.
 
E dire che Bassi aveva saputo farsi stimare da tanti. Per la sua «attività, bontà e delicatezza» era apprezzato da genitori, colleghi, associazioni umanitarie. Era anche nel Comitato scientifico di un importante convegno di pediatria, già fissato per il mese prossimo a Firenze, in cui lui stesso avrebbe dovuto parlare di «allergologia e immunologia». L’Azienda ospedaliera, da cui percepiva uno stipendio lordo di 85.665 euro l’anno, appena terminata l’inchiesta deciderà i provvedimenti da prendere a suo carico.