Industria 4.0 passa per i dottori di ricercaI dottori di ricerca diventano i veri fautori dell'industria 4.0. Gli innovatori in grado di traghettare la manifattura verso la dimensione della fabbrica del futuro

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Katy Mandurino

Per realizzare Industria 4.0 la manifattura italiana deve cambiare passo. Ma per cambiare il modo di produrre, le imprese hanno bisogno di alte competenze, di chi veramente sa cos’è Industria 4.0 e ha un approccio orientato all’industria. Parlare di competenze significa parlare di persone e nell’economia della conoscenza i dottori di ricerca sono la corsia preferenziale per portare in azienda conoscenze da trasformare in innovazione.

I dottori di ricerca diventano i veri fautori dell'industria 4.0. Gli innovatori in grado di traghettare la manifattura verso la dimensione della fabbrica del futuro. Lo sa bene Mario Cammarota, 32 anni, Ph.D in neuroscienze, oggi responsabile area Ricerca alla Unox (forni “intelligenti” per la cottura professionale). Oppure Luca Scandola, 29 anni, che sta ultimando il dottorato in ingegneria dell’informazione ed è già assunto da Infineon Technologies, multinazionale tedesca, leader nei semiconduttori. O Lucrezia Crosato, 27enne, al primo anno di dottorato in scienze pedagogiche della formazione, che porterà in Arcadia l’interazione uomo-robot collaborativi, perno di Industria 4.0.

Tutte esperienze che si svolgono all’interno di aziende di Padova, città veneta dove da quattro anni i due mondi dell’impresa e dell’accademia si sforzano di parlare una lingua comune grazie a iniziative come STEPS (Seminars Towards Enterprise for Ph.D Students), il programma formativo per l’inserimento dei dottori di ricerca in azienda nato quattro anni fa dai Giovani Imprenditori di Confindustria e dall’Università di Padova.

Il progetto ha coinvolto 320 dottorandi a cui sono stati dati gli strumenti per progettare un futuro professionale all’interno delle aziende. Dottori di ricerca sono stati inseriti e assunti con la formula dell’alto apprendistato, ad esempio, alla Carraro spa di Campodarsego (assali per trattori) o alla Hiref di Tribano (condizionamento di precisione), sempre nel Padovano.

Nel panorama italiano le carriere aziendali per i dottori di ricerca non sono mai decollate, un po’ perché considerate carriere di second best, un po’ per reciproca non conoscenza, un po’ per carenza di strumenti. «Oggi il panorama è cambiato - dice il rettore dell’ateneo di Padova Rosario Rizzuto -: il dottorato industriale in alto apprendistato ha esattamente questo obiettivo, portare nelle imprese il capitale umano più qualificato disponibile».

«Ogni anno l’Italia sforna 12mila nuovi dottori di ricerca, ma solo 2.500 entrano nell’accademia mentre altri proseguono spesso fuori dall’Italia - aggiunge Anna Viel, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Padova -. Il nostro progetto realizza un importante matching che da un lato valorizza la figura fondamentale del ricercatore industriale e dall’altro consente alle imprese di arricchirsi delle migliori competenze per fare innovazione e virare verso la manifattura digitale. Le norme varate dal Governo per Industria 4.0 e il credito d’imposta potenziato per la ricerca, sono uno strumento valido e un’opportunità per spingere le imprese a investire in innovazione e in capitale umano. Il 2017 sarà l’anno per accelerare».