Trump patteggia 25 milioni di dollari per lo scandalo della sua universitàForniva corsi a pagamento promettendo di diventare degli immobiliaristi di successo sulle sue orme

Fonte: La Stampa

Il presidente eletto Donand Trump ha raggiunto un accordo stragiudiziale per lo scandalo della sua omonima università, che dal 2005 al 2010, forniva corsi a pagamento promettendo di diventare degli immobiliaristi di successo sulle orme del tycoon che dava il nome al finto ateneo. Trump verserà 25 milioni di dollari per chiudere il caso senza andare in giudizio. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia dello Stato di New York.

L’università Trump, che in realtà non forniva alcun titolo di studio, venne citata in giudizio da decine di studenti e nel 2011 finì al centro di un’inchiesta e poi di due distinte “class action” (vertenze con più ricorrenti) chiuse stasera con una sorta di patteggiamento da parte del presidente eletto. Trump aveva sempre obiettato che non era lui a scegliere i corsi e che le lezioni erano state comunque giudicate come ottime dalle valutazioni degli stessi studenti.

Le vittime sostengono di essere state ingannate dalla Trump University dalla quale avrebbero dovuto apprendere i segreti del magnate nel campo immobiliare pagando rette fino a 35 mila dollari. L’accordo raggiunto non richiede che Donald Trump si dichiari colpevole.

I 25 milioni di dollari andranno suddivisi tra gli oltre 6.000 ex studenti dell’università che hanno citato in giudizio l’attuale presidente quando era solo un immobiliarista, nonostante alcuni casi di bancarotta, di successo, ha chiarito il ministro Eric Schneiderman.

Trump con l’intesa di stasera si libera, prima di insediarsi alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, dello scandalo più grosso in cui è coinvolto. Restano ma finora senza ripercussioni giudiziarie - le accuse di molestie sessuali da parte di 12 donne emerse durante la campagna elettorale a distanza di tanti anni dai presunti eventi. Nessuna delle presunte vittime lo ha infatti finora citato in giudizio. Anzi prima di essere eletto l’8 novembre scorso era stato lui a minacciare di querelarle per calunnia. Anche in questo caso non risultano sviluppi.