Giornata internazionale dello studente 2016, le associazioni scendono in piazzaUnione degli universitari, Unione degli studenti, Link-Coordinamento universitario, Rete degli studenti medi e Rete della conoscenza tutti mobilitati oggi, 17 novembre, in occasione della Giornata internazionale dello studente 2016, per chiedere un cambio di passo in materia di politiche per il diritto allo studio, la scuola e l’università

Fonte: Universita.it
di Maria Russo

La Giornata internazionale dello studente 2016 vedrà UDU e Rete degli studenti medi impegnati in scuole, atenei e piazze di numerose città italiane sotto l’hashtag #CambiodiProspettiva. Come si legge nel comunicato diffuso dalle due associazioni, l’obiettivo delle manifestazioni è chiedere all’esecutivo di ascoltare “le nostre richieste, finanziando le leggi regionali sul diritto allo studio e approvando una legge quadro nazionale che possa livellare le enormi disuguaglianze che attanagliano il mondo della pubblica istruzione in tutto il paese”.

Tra le richieste che faranno da leitmotiv per la Giornata internazionale dello studente 2016 c’è anche quella di “un confronto serio con le istituzioni, al fine di ripensare totalmente i modelli di didattica attuali, al momento inefficaci sia per il proseguimento degli studi che per l’inserimento nel mondo del lavoro e troppo spesso causa di una sfiducia dei giovani nell’istruzione”.

UDS, Rete della Conoscenza e LINK hanno, invece, scelto l’hashtag #ChangeisNOw e per la Giornata internazionale dello studente 2016 manifesteranno nelle piazze di diverse città non solo per chiedere che vi sia un maggior coinvolgimento degli studenti nell’elaborazione delle politiche relative al mondo dell’istruzione, ma anche per affermare la propria opposizione alla riforma della Costituzione.

La scelta di mobilitarsi per il NO al referendum del prossimo 4 dicembre è dettata, si legge sul sito dell’UDS, dalla convinzione che questo diniego “debba servire a ricostruire il tessuto democratico del paese, debba riuscire a mettere al centro la necessità di nuovi processi decisionali che partano dai nostri territori, dai bisogni materiali, dalla partecipazione popolare”. Tra le istanze che gli studenti porteranno avanti c’è anche la richiesta di poter essere al centro del dibattito pubblico e riappropriarsi della propria capacità di “decidere e determinare le nostre scuole, le nostre università, i nostri territori e le nostre vite”.