studentiCon una mozione approvata all'unanimità, l'Assemblea generale della Crui, tenutasi oggi a Roma "prende atto dell'impegno assunto dal Governo di presentare in ottobre il disegno di legge di riforma dell'università"

Fonte: Unimagazine

Con una mozione approvata all'unanimità, l'Assemblea generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), tenutasi oggi a Roma, "prende atto dell'impegno assunto dal Governo di presentare in ottobre il disegno di legge di riforma dell'università da tempo in preparazione e del parallelo impegno di considerare università e ricerca tra le destinazioni prioritarie delle risorse aggiuntive che si renderanno disponibili in seguito alle misure fiscali in corso di applicazione". A questo riguardo, la Crui "ribadisce con forza l'esigenza di un pieno recupero dei tagli previsti dalla manovra del 2009 sul Ffo (Fondo ordinario per le università, ndr) 2010 e 2011 con riferimento sia alle università statali sia alle università non statali. Recupero quantificato con precisione dall'allegato Miur al Dpef per l'esercizio finanziario 2010 presentato alla fine di luglio. Mantenere quei tagli significherebbe provocare il crollo di buona parte del sistema universitario a cominciare dal 2010".

"È d'altro canto evidente che i bilanci di previsione degli atenei per il 2010 non potranno essere presentati se non dopo che si sia conosciuta l'entità dei finanziamenti disponibili per il 2010, anche facendo riferimento ad altri fondi come quelle per le infrastrutture e per i contratti del pubblico impiego", aggiunge la Crui che considera "essenziale mantenere e, se possibile, incrementare la quota di risorse da attribuire alle università in relazione alla qualità e ai risultati conseguiti nella formazione e nella ricerca scientifica. Per la Crui il mantenimento o accrescimento della quota di risorse legata a qualità e risultati «deve avvenire attraverso stanziamenti aggiuntivi rispetto alla quota disponibile per il funzionamento di base e per le esigenze incomprimibili di ciascun ateneo, considerata la sua specifica tipologia e il contesto operativo, nonchè gli effetti determinati dalla distribuzione del Ffo 2009".

La Crui poi "considera parimenti prioritario e non più prorogabile affrontare la situazione dei policlinici universitari e della copertura delle relative spese di personale interamente o parzialmente riferibili all'assistenza e che conseguentemente non devono più gravare sui bilanci degli atenei interessati. Questo anche in vista di una più complessiva considerazione dei costi del personale universitario convenzionato con il sistema sanitario per la quota di impegno destinato all'assistenza". "Anche alla luce delle criticità, delle incongruenze di merito e di metodo e dei clamorosi ritardi che stanno contraddistinguendo le assegnazioni sul Ffo 2009, per non dire delle inaccettabili modalità con le quali se ne è data una prima comunicazione lo scorso luglio" la Crui ritiene "indispensabile una revisione complessiva dei criteri e dei metodi di suddivisione e distribuzione delle risorse ai singoli atenei. In particolare, occorre prendere atto che il limite di spesa per assegni fissi sul solo Ffo non è più funzionale ad alcun intervento di reale contemperamento di spese che crescono per via di automatismi non controllabili da parte degli atenei".

"All'interno della revisione dei modelli di ripartizione delle risorse", la Crui sottolinea "l'esigenza, tanto più avvertita alla luce di quanto avvenuto con riguardo al Ffo 2009, che si provveda a una attenta riconsiderazione degli indicatori ai quali commisurare le assegnazioni che dovranno essere pienamente accertati, verificati a livello internazionale, resi noti con congruo anticipo ed effettivamente significativi per l'intero sistema, nella oggettiva diversità delle situazioni che lo compongono". "Sia sotto il profilo generale dei costi complessivi per la finanza pubblica, sia con riguardo alle capacità e responsabilità previsionali e programmatorie di ciascun ateneo, è d'altro canto essenziale -osserva ancora la Crui- che si determinino quanto prima condizioni di reale certezza sulle disponibilità finanziarie su un arco pluriennale". "A questo riguardo va data piena funzionalità -sollecita la Crui- alla programmazione triennale delle università di cui all'articolo 105 della legge 311/2004 e dell'articolo 1-ter del d.l. 7/2005, convertito dalla legge 43/2005, al caso rivedendone l'impianto, in modo da porre finalmente gli atenei nelle condizioni di raccordare le proprie scelte, in particolare in materia di personale, a disponibilità effettive e sicure nel tempo".

La Crui "condivide, a questo proposito, l'esigenza di collegare le dotazioni di personale docente di ciascuna università a percentuali vincolanti, sul cui raggiungimento impegnarsi in sede di programmazione triennale, quali la presenza di almeno il 40% di ricercatori e una maggiore numerosità dei professori di II fascia rispetto a quelli di I fascia". La Conferenza dei rettori ritiene che "l'adozione immediata di un siffatto criterio, accompagnata dall'indicazione ragionevole dei tempi per applicarlo, consenta di superare l'attuale obbligo, che presenta non pochi, seri inconvenienti, di vincolare rigidamente le destinazioni nel limite del 50% delle cessazioni dal servizio, indipendentemente dalle condizioni effettive dell'organico e senza tenere conto della consistenza reale del turn over, molto diversificata da ateneo ad ateneo. Nel prospettare le proprie esigenze e le proprie proposte, e nel ribadire" il proprio impegno costruttivo nella difficile fase che si sta attraversando, la Crui sottolinea, infine, "l'importanza e l'estrema delicatezza delle decisioni che Governo e Parlamento si apprestano ad assumere. Sono indispensabili scelte riformatrici chiare e coraggiose, adeguatamente sostenute sotto il profilo delle risorse, con cui rilanciare, in una prospettiva pluriennale, il sistema della formazione superiore e della ricerca nel nostro Paese evitando quella che altrimenti si configurerebbe come un suo irreparabile arretramento nella competizione internazionale".