Lab Wars, un gioco da tavolo sul mondo della ricercaLuci e ombre della ricerca in un gioco di carte sull’avventura scientifica

Fonte: Wired.it
di Nicla Panciera

Lab Wars è un nuovo gioco di carte, nato nel Regno Unito per mano di due ricercatori, tutto dedicato alla scienza e ai suoi meccanismi.

Creatività, impegno ma anche rivalità e sotterfugi: in una parola, la vera vita da laboratorio dove la competizione frenata spinge ad inganni, frodi e colpi bassi che spesso nella realtà rimangono oggetto di confidenze scambiate tra colleghi davanti a una birra. Eppure, tutto ciò rientra a pieno titolo nella strategia di (alcuni) ricercatori, più o meno spregiudicati, siano essi studenti di dottorato, Principal Investigators o professori emeriti, tutti personaggi presenti in Lab Wars, ciascuno con le proprie capacità e mezzi.

Tra pipette e centrifughe, analisi (e falsificazioni) dei dati, articoli da scaricare e da scrivere, fino alla pubblicazione sulla rivista Nurture e all’ottenimento del premio Nobel, le dinamiche previste non riguardano soltanto i membri di uno stesso gruppo di ricerca: la competizione tra laboratori si gioca qui a colpi di virus, sabotaggi e furti (come quando si trova aperta la porta del laboratorio e si spiano dati e risultati ottenuti), fino alla corruzione degli editori.

Il gioco da tavolo, presentato anche alla più grande fiera britannica del genere Uk Game Expo, è stato creato da Caezar Al-Jassar, un post doc del Laboratory of Molecular Biology a Cambridge, e Kuly Heer psicologa clinica dell’University of Hertfordshire nel Regno Unito. Proprio a Cambridge il primo prototipo del gioco è stato testato dai colleghi di Al-Jassar, che ha già annunciato l’arrivo di un’espansione Legends of Science. Nel frattempo, grande successo della campagna di crowdfunding su Kickstarter.

Non sorprende sapere che i colpi bassi verso gli altri ricercatori previsti dalle carte verdi sono, per ammissione degli stessi autori del gioco, basati su eventi realmente accaduti o realmente narrati dai ricercatori. Incluso il sabotaggio radioattivo, carta che nel gioco impone all’avversario di saltare un turno, che deriverebbe da una tazza di tè avvelenato di cui si vocifera a Cambridge. Analogamente, anticipare e prevedere le mosse degli altri ricercatori per rafforzare il proprio laboratorio è una strategia vincente nella vita e, nel gioco, si riflette nell’ottenimento di un bonus.

Fino a che punto Lab Wars rispecchi le reali vicissitudini di chi ha scelto la ricerca come professione e quanto invece sia un’esagerazione destinata a divertire gli appassionati, forse solamente gli scienziati più sinceri sono in grado di dirlo. Dopotutto, le cronache di falsificazioni e ritrattazioni confermano che dalla tentazione di giocare sporco pur di vincere non è al riparo neppure colui che si dedica alla nobile impresa della conoscenza.

Oltre all’avventura di creare il proprio laboratorio, vale la pena segnalare l’aspetto quasi didattico del gioco, in grado di spiegare ai più giovani in cosa consiste la reale attività di ricerca scientifica: l’uso degli strumenti (con il mazzo blu dei materiali, delle attrezzature di laboratorio e dei brevetti), la ricerca (con i research points) e il metodo scientifico (con le action cards e le impact cards rosse) e la valutazione tra pari.

Un gioco per tutti, scienziati e non scienziati. Ai primi auguriamo che Lab Wars consenta loro di dare sfogo ai desideri più nascosti, nella speranza che a essere copiati siano solo i buoni esempi e le frodi restino una simulazione da gioco da tavolo.