quizGentile Redazione, vorrei segnalare quanto mi è accaduto ai test d'accesso alla Facoltà di Medicina dell'Univesità degli Studi "La Sapienza" di Roma

Fonte: Il Messaggero

Ho conseguito la maturità scientifica quest'anno con un punteggio di 100/100. L'incongruenza di dover superare un ulteriore esame, vertente sulle medesime materie sulle quali da appena due mesi ero stato giudicato "maturo" da un'intera commissione, la dice lunga sulla serietà dell'Italia anche e particolarmente nel campo dell'istruzione. I quiz d'ingresso, infatti, comprendevano quesiti di cultura generale e, in maniera più specifica, attinenti alla matematica, alla fisica ed alla chimica. Tutte materie per le quali avevo appena riportato ottimi voti. Ma questo è solo un aspetto.

L'Italia, patria delle "quizzerie", ha escogitato l'ennesimo giochetto nel quale i partecipanti, tra i quali avrebbero potuto benissimo essere compresi, chissà, futuri, ottimi medici, dovevano districarsi nel bailamme costituito da domande a risposta multipla a 5 opzioni (troppe, secondo il mio parere) suddivise su due fogli. Poteva accadere pertanto che, nel tempo limitato a noi concesso, la risposta alla 15^ (supponiamo) domanda, dovesse essere formulata cercando affannosamente sul foglio accanto, tra i vari A), B), C), D), E) con annesse risposte. Tranello teso apposta per farci cadere, considerato che domande e risposte avrebbero benissimo potuto essere raggruppate su un unico foglio.

La cosa che però non mi ha convinto e sulla quale reputo di essere stato fatto cadere, è stata la prima, DICO LA PRIMA E NON GIA' LA 62^ , arrivato alla quale avrei anche potut prendere lucciole per lanterne, domanda a cui ho risposto esattamente, ancora pronto di riflessi e non ancora rincoglionito, avendo solo 20 anni. Si trattava della domanda più idiota in assoluto, alla quale anche un bambino delle elementari avrebbe potuto rispondere. La domanda in questione verteva su una materia sulla quale ero preparatissimo avendola tra l'altro approfondita per la maturità. Ve la formulo: "Il superuomo dannunziano si ispira : A) a Nietzsche; B) A Napoleone (!); C) a Dostoevskij; D) al principe Machiavelliano (se è dannunziano, come può essre machiavelliano? Bah...), E) all'Imperatore regnante d'Asburgo (oh, mio Dio!).

Ebbene, è ovvio e assolutamente certo che, essendo la prima domanda della quizzeria, e la più cretina in assoluto, io abbia risposto alla A. Invece, sorpresina. Dopo tre giorni di frementi attese, risulto non ammesso per non aver dato la giusta risposta. Sgrano gli occhi. Mi chiedo come sia possibile. Non può essersi trattato di una mia svista, essendo la prima domanda della serie. Ma come provarlo? I diabolici test, infatti, prevedono che le risposte esatte siano contrassegnate, come ai tempi dell'analfabetismo, con una X. Chiunque è capace di apporre una X e non c'è niente di più facile che il non poterlo provare. Come distinguere, infatti, una X da un'altra X? Si fosse trattato di una risposta scritta, ci sarebbe la perizia calligrafica. Ma...così?

Insomma, per UNA domanda, cado e non vengo ammesso. Magari, la "svista" è stata fatta risultare a mio (e di altri) danno, per favorire il figlio somaro di qualche "Barone" (in ogni senso) della medicina che, un giorno, non sarà in grado di praticare neppure un'appendicectomia, facendoci scappare il morto di turno. Mi chiedo in cosa consista l'utilità di questi test. La bravura di un medico si potrebbe benissimo testare, una volta iscritti all'Università, con gli esami come sempre è stato fatto e, in seguito, vivisezionando un cadavere. Nel modo invece escogitato dalla signora (o signorina?) Gelmini, la bravura del futuro medico è decisa alla sorte che, se vuole, ti fa scrivere la risposta giusta e se non vuole, no. Come al Totocalcio. Insomma, uno può anche buttarsi a indovinare.

Se fossi stato il Ministro della Pubblica Istruzione (quella vera) avrei...avrei...avrei ammesso a tutte le Facoltà universitarie soltanto coloro che avessero superato la maturità poco al disotto di 100/100. In questo modo, invece, abbiamo tanti potenziali macellai in più e, (forse), un ottimo medico in meno.

Fabrizio Paolo Piferi