Brexit e le ragioni dello spirito europeoQuali ripercussioni potrebbe avere Brexit sul mondo accademico e su quello della ricerca?

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Isabella Ceccarini

Il vice-chancellor dell'Università di Cambridge, Sir Leszek Borysiewicz, è un europeista convinto: nel marzo scorso - nel discorso We are international; but we are European first - ha esposto con chiarezza le sue posizioni a favore della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea, sostenendole con argomentazioni che superano la dimensione esclusivamente economica che sta connotando i dibattiti dai toni piuttosto accesi sui media non solo britannici.

Il 16 giugno 2016 Sir Leszek Borysiewicz ha tenuto un discorso in Polonia al Natolin Campus (Varsavia) del Collegio d'Europa: un invito alla riflessione sulle buone ragioni per cui sarebbe più conveniente che la Gran Bretagna scegliesse di rimanere in Europa.

Borysiewicz ricorda che la Gran Bretagna è parte dell'Europa: la sua separazione dal "continente" è solo un fatto geologico.
Egli si definisce la perfetta incarnazione di cosa significa l'ideale europeo: cresciuto in Galles in una famiglia di rifugiati polacchi, oggi dirige uno degli atenei britannici per eccellenza. Ma si sente europeo dentro: il suo essere britannico è parte di un sentimento di appartenenza all'Europa, tanto quanto la sua eredità culturale polacca. Il senso di apertura del progetto europeo lo ha formato dal punto di vista personale e professionale.

Quali ripercussioni potrebbe avere Brexit sul mondo accademico e su quello della ricerca? Ma soprattutto avrebbe senso una chiusura in un mondo - nonostante tutto - aperto? Isolarsi per fermare la pressione di un fenomeno migratorio che sembra senza fine sarebbe davvero la soluzione? Abbandonare il proprio posto nei tavoli delle trattative non si tradurrebbe nell'avere meno voce in capitolo e nel perdere un prestigio, ad oggi indiscusso?

Leggi il testo di integrale del discorso.