La creazione del brand universitario“Reinventing brand” – Strumenti di crescita per la comunicazione degli atenei è il tema del forum 2016 dell’Aicun - Associazione Italiana Comunicatori d’Università che si è svolto a Roma (14-15 aprile) nella sede della Crui

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Isabella Ceccarini

I risultati dell’VIII Ricerca Aicun “Le attività di comunicazione delle università italiane” – curata da Edoardo Teodoro Brioschi, Nadia Catarinangeli, Vittoria Mario e Paola Claudia Scioli – illustrano con chiarezza obiettivi e strumenti della comunicazione in ambito universitario, e dimostrano che i comunicatori sono promotori del brand complessivo di un ateneo e non solo della sua offerta formativa.

Che cosa è l’università oggi e cosa ci si aspetta dall’università? Nello scenario attuale, la comunicazione è sempre più una scelta strategica che costruisce la reputazione dell’ateneo, ha spiegato Giorgio Brenna (ceo di Leo Burnett Group Italia e Continental Western Europe). Il brand, quindi, non è solo un logo, ma un concetto che abbraccia aspettative e valori che gli studenti, e la società in generale, cercano nell’università. Costruire un brand significa individuare l’identità di un’istituzione, e come questa può innestarsi nel suo territorio. Un caso interessante in tal senso è quello descritto da Paolo Pomati: il rebranding dell’Università del Piemonte Orientale ha fatto sì che questa diventasse un elemento trainante per il territorio.

Oggi i rettori sono anche dei manager che devono fare i conti con il marketing. Le università cercano di rendersi più attraenti possibile per conquistare gli studenti e reclutare docenti di altissimo livello: costruirsi un’ottima reputazione significa anche accedere a maggiori finanziamenti e scalare i ranking internazionali, il che vuol dire anche rendersi attraenti per le imprese. L’ansia da performance, però, non deve far confondere la competizione con la competitività: la prima va abbandonata a favore della collaborazione, la seconda porta alla creazione di un prodotto forte. Una strategia vincente per l'ateneo, come ha confermato Eufemia Cipriano, descrivendo alcune buone pratiche della Sapienza Università di Roma.

Un ateneo deve interagire con il territorio e con il suo tessuto produttivo, deve essere un agente di cambiamento sociale, deve condividere con la società i benefici della didattica e della ricerca; è un ponte fra tradizione e innovazione, ma è anche il luogo dove lo scambio tra le persone è reale. L’università, infatti, non è un prodotto commerciale come tanti altri, è un’organizzazione di persone che lavorano con e per le persone, che studiano e fanno ricerca, un luogo dove deve rimanere il primato della conoscenza, pur confrontandosi con un mondo globalizzato: un esempio di legame profondo con il territorio e con le imprese, anche a livello internazionale, è quello di cui ha parlato Christine Legrand illustrando l’esperienza di CPE Lyon.

Nel corso del forum sono stati assegnati i premi agli studenti per tesi sulle attività di comunicazione di organizzazioni universitarie e di ricerca: per la sezione lauree triennali, Giulia Satta (Università di Sassari); per la sezione lauree magistrali sono stati premiati ex aequo Giorgia Molinari (Università di Verona) e Marco Medda (Università di Sassari).

Il Premio biennale Aicun per l’efficacia della comunicazione universitaria è stato assegnato all’Università di Bologna per la campagna 5x1000.