testI giovani sono stati denunciati dalla Polizia per sostituzione di persona. Traditi dalle firme diverse sui verbali universitari

Fonte: Il Messaggero

Tremila euro per assicurarsi l'ingresso alla facoltà di Medicina. E' questa la somma che avrebbe pagato un aspirante medico a uno studente più esperto per l'ammissione al corso di laurea. La somma sarebbe stata incassata solo a "buon fine" cioè ad ammisisone raggiunta. Nel corso dei consueti servizi che la Questura dispone quotidianamente all'interno dell'Università "La Sapienza", gli agenti si sono però accorti dell'imbroglio e i due sono stati identificati e denunciati.

I poliziotti si erano mischiati a professori, impiegati e studenti in occasione dei test per l'accesso alla facoltà di Medicina, in corso nell'aula "A" Clinica di Dermatologia. Durante i controlli si sono accorti che un candidato siciliano, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G., aveva apposto sul verbale della commissione un firma con un nome diverso. Subito sono scattate le indagini anche attraverso verifiche anagrafiche al Comune di Menfi che ha rilasciato il documento d'identità. L'accertamento ha evidenziato l'alterazione del documento, la cui foto era diversa da quella apposta sul documento genuino rilasciato dal Comune. Il timbro a secco era stato apposto "artigianalmente" con un chiodo.

Al termine della prova, il falso V.G. è stato fermato e condotto presso gli Uffici del Commissariato Università dove ha dichiarato di essere M.N., 24 anni, ammettendo la sostituzione di persona e confessando di aver personalmente alterato il documento, aggiungendo che già altre volte si era sostituito ad altri candidati per sostenere quiz e prove d'esame per un compenso di 3.000 euro. Gli investigatori hanno successivamente rintracciato anche il vero V.G., 18 anni, che ha ammesso le proprie colpe. Entrambi i giovani sono stati denunciati dalla Polizia in stato di libertà per sostituzione di persona.

Dall'università viene sottolineato che «la severità dei controlli messi in campo dalla La Sapienza ha permesso di smascherare stamani l'imbroglio del finto candidato. Per non turbare lo svolgimento del test, si è scelto di sorvegliare la persona fino al termine della prova e consegnarla alle forze dell'ordine solo all'uscita dall'aula».