Docenti materie scientifiche cercasi per scuole primarie e secondarieIl saldo negativo delle competenze e dei talenti in campo scientifico ha finora penalizzato il nostro Paese anche all'atto della partecipazione ai Programmi europei di ricerca

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Antonella Lorenzi

La recente immissione in ruolo di docenti nelle istituzioni scolastiche, prevista dal Piano della Buona Scuola, ha evidenziato la carenza di insegnanti di matematica nelle scuole primarie e secondarie di ogni grado, che perciò incontreranno minori difficoltà di selezione anche all'atto delle prossime procedure concorsuali per il reclutamento del triennio 2016/18.

Il saldo negativo delle competenze e dei talenti in campo scientifico ha finora penalizzato il nostro Paese anche all'atto della partecipazione ai Programmi europei di ricerca: i ricercatori italiani sono molto qualificati, ma quantitativamente insufficienti a colmare il divario con i Paesi tecnologicamente avanzati. Senza contare l'alto tasso di ricercatori in mobilità in uscita (78% nei programmi a finanziamento UE, solo il 22% quelli internazionali in entrata).

La globalizzazione e la crisi economica generalizzata stanno sempre più rafforzando il ruolo svolto da scienza, tecnologia e innovazione come guida vitale per la crescita, l'occupazione e la sostenibilità, in risposta alle molteplici sfide della società moderna. Un numero crescente di Paesi sta riservando proprio all'innovazione scientifico-tecnologica una posizione di riguardo nelle agende di sviluppo, per ridurre la loro dipendenza e muovere verso un'ampliata economia della conoscenza in grado di trasformare grandi idee in prodotti e servizi. I Paesi in cui i quindicenni ottengono i risultati migliori in matematica in sede di valutazione OCSE PISA (Programme for International Student Assessment), sono anche quelli tecnologicamente più competitivi (ad es. Finlandia e Corea del Sud).

La crisi delle vocazioni scientifiche in Italia non è purtroppo un fenomeno nuovo. Già nel 2004 si preconizzava la difficoltà di reperire un numero sufficiente di docenti qualificati di materie scientifiche nelle Scuole di ogni ordine e grado. Da allora è stato avviato il Progetto Lauree Scientifiche, trasformato a partire dal 2010 nel Progetto Nazionale Lauree Scientifiche, che evidenzia e promuove relazioni ed intrecci tra sistema scolastico, sistema universitario e mondo produttivo per stimolare e orientare l'interesse dei giovani nei confronti di tali discipline. Con l'interesse rivolto alla competitività internazionale, l'obiettivo più immediato è quello di favorire l'incremento delle immatricolazioni universitarie nelle Facoltà Scientifiche, facendo riguadagnare loro il peso percentuale (50%) che avevano nell'immediato dopoguerra e man mano perduto negli anni (33,67% nel 2013/14 rispetto al 30,2% nel 2005/06).  

Si tratta di un fenomeno in cui il divario di genere appare strettamente interconnesso sia a livello studentesco che docente: le ragazze sono meno propense ad intraprendere studi scientifico-tecnologici (nell'a.a.2013/14 solo il 37,5% dei nuovi studenti dell'area scientifica). Al contrario, le donne risultano quantitativamente preponderanti a livello docente nei primi livelli di insegnamento (oltre il 90% nella scuola primaria, il 73% nella scuola secondaria di 1°grado, mediamente il 60% nella secondaria di 2°grado) ma più interessate ad insegnare le materie umanistiche piuttosto che quelle scientifiche. Sfatato il pregiudizio che la mancata attrattività degli studi scientifici da parte delle donne possa essere originata da fattori biologici, emerge l'utilità di un'azione concertata, di nuovi approcci pedagogici e di adeguate misure di sostegno, capaci di svilupparne pienamente il potenziale e allargare la platea  cui attingere.

Su questa impostazione ecco allora spiegate le attribuzioni alle Università del 10% delle risorse relative al Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti (D.M. 976 del 29/12/2014, art.3), al fine di sostenere le iscrizioni in classi di interesse nazionale o comunitario (tra cui Scienze Matematiche e Statistiche, Scienze Chimiche e Scienze Fisiche) attraverso forme di esonero totale o rimborso parziale (già adottato nel 2015/16 dalla Sapienza) o altre forme di sostegno agli studi - ivi incluso il sostegno ad attività di tirocinio da svolgersi in collaborazione con le imprese. A sostegno del Piano Nazionale Lauree Scientifiche per il triennio 2014/16 si aggiungono poi contributi premiali sulla base degli iscritti e laureati a classi scientifiche.