feliceI consigli degli psicologi. «Non siete generosi e dolci? Recitate la parte»

Fonte: Corriere della Sera
di Hannah Booth
© Guardian 2009. Traduzione di Rita Baldassarre

Sette strategie per stare bene con se stessi e scoprirsi in armonia con il mondo. Ecco la ricetta (quasi) infallibile per la felicità, almeno stando ai consigli dei sette psicologi interpellati da Hannah Booth, giornalista del quotidiano britannico Guardian . Basta piangersi addosso, bisogna tirar fuori il coraggio e trovare una vocazione che vada oltre il proprio lavoro. Siate dolci, affettuosi e generosi o, almeno, immedesimatevi in queste emozioni proprio come un attore che si cala nella parte. E non disdegnate il pessimismo: aspettarsi il peggio aumenta le probabilità di raggiungere i propri obiettivi.

1. Siate positivi
Siate positivi, raccomanda Barbara Fredri ckson, professoressa di psicologia all’uni versità della Carolina del Nord. «Un atteg giamento positivo vi rende più belli e più sani, perché favorisce l’abbassamento del la pressione, minimizza il dolore, riduce l’incidenza delle malattie da raffreddamen to, oltre a garantire una migliore qualità del sonno. Aumentate il numero di emozio ni positive nell’arco della giornata, anche se effimere: una tira l’altra, come si suol di re, e ben presto vi sentirete trascinare da una spirale ascendente di positività. Trova te un momento di tempo per scoprire il la to positivo in ogni situazione. Niente pia gnistei ('Le mie storie finiscono sempre male'), né conclusioni avventate ('Non ce la farò mai a portare a termine questo pro getto') e basta rimuginare senza sosta. Una qualsiasi distrazione salutare che possa ri sollevarvi l’umore — una bella corsa o una nuotata — è sempre un’ottima scelta».

2. Siate ambiziosi
Siate coraggiosi, ammonisce Daniel Gilbert, professore di psicologia all’università di Har vard. «Le ricerche dimostrano che siamo por tati a rimpiangere le occasioni mancate mol to di più delle azioni intraprese. Questo acca de perché accettiamo più facilmente una mos sa temeraria anziché un atteggiamento rinun ciatario, e ci consoliamo ripensando all’inse gnamento tratto dall’esperienza vissuta. Indu giamo a soppesare le nostre possibilità quan do invece dovremmo lanciarci in avanti. So­no infatti le minacce più temute alla nostra felicità — la perdita del lavoro o la fine di un matrimonio — a far scattare in noi le difese psicologiche (che favoriscono le sensazioni felici) molto di più rispetto ai fastidi da poco conto. La conseguenza paradossale è che tal volta è più facile consolarsi per aver superato una situazione davvero drammatica che non una banale brutta esperienza. Eppure ben di rado siamo pronti a scegliere l’azione, e prefe riamo optare per il nulla di fatto».

3. Rilassatevi e pensate
Meditate, dice Daniel Goleman, psicologo e scrittore del Massachusetts. «La meditazione ci aiuta a gestire più efficacemente la nostra reazione allo stress e a riprenderci più in fret ta da eventi traumatizzanti. Qui sta la chiave della felicità. In una ricerca, alcune persone con incarichi di lavoro molto stressanti han no seguito un corso di meditazione per otto settimane e al termine dell’esperimento han no riferito di sentirsi più felici e di ricordarsi addirittura per quale motivo si appassionava no al loro lavoro. Prima erano troppo stressa te per rendersene conto. Anche i principianti possono trarre vantaggio dalla meditazione, ma ci vuol pratica. Ho trascorso una serata con Yongey Mingyur Rinpoche, il lama tibeta no conosciuto come «l’uomo più felice della terra». Com’è arrivato a tanto? Con l’esercizio costante. Mi sono reso conto che si riprende va rapidamente da contrasti e dissensi ed è su questa capacità di ripresa che la scienza cal cola i parametri della felicità».

4. Fatevi del bene
Fatevi del bene, consiglia Paul Gilbert, professore di psicologia clinica all’univer sità di Derby, in Gran Bretagna. «Dal mo do in cui ci poniamo di fronte a noi stessi — adottando un atteggiamento benevolo o severo — dipende in larga misura il no stro benessere, il senso di appagamento e la capacità di far fronte alle difficoltà. Se vi rimproverate qualcosa, fermatevi un attimo, respirate profondamente, ral lentate i vostri ritmi e cercate di pensare alle vostre qualità migliori, come la gene rosità, l’affetto, la dolcezza. Non importa che siate davvero dolci, affettuosi o gene rosi, l’essenziale è che sappiate anche voi immedesimarvi in queste emozioni, co me un attore che si cala nella parte». E conclude: «In un diario, annotate come si altera il vostro senso di autocritica quan do eseguite questo esercizio. Solo allora rivolgete l’attenzione al problema da ri solvere » .

5. Sfruttate i malumori
Sfruttate il pessimismo, propone Julie No rem, professoressa di psicologia al Welle sley College, nel Massachusetts. «I pessimi sti stanno sulla difensiva e si aspettano sempre il peggio, sprecando preziose ener gie mentali a figurarsi come potrebbero an dar storte le cose. Ma nel far questo, hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi. È una tattica utile che raccoman do a tutti. Immaginate che cosa possa an dar di traverso in una situazione, studian do accuratamente tutti i dettagli. Se vi sen tite nervosi all’idea di parlare in pubblico, siate più specifici: che cosa vi spaventa, ar meggiare con gli appunti o inciampare sui gradini del podio? Allora cercate immagina re la tappa successiva: se lasciate cadere le carte, temete che qualcuno si metta a ride re? Grazie a questa strategia, sarete in gra do di spostare l’attenzione dalle emozioni ai fatti, e rifletterete su come evitare (o af frontare) eventuali esiti negativi».

6. Trovate la vocazione
Trovate una vocazione, rilancia Jonathan Hai dt, professore di psicologia all’università del la Virginia. «Lavorate di meno, guadagnate di meno, accumulate di meno e dedicate invece più tempo alla famiglia, alle vacanze o altre attività gradevoli. Perseguite i vostri obiettivi ma ricordate: ciò che conta è il cammino, non il risultato. Se il lavoro che svolgete non ha nulla a che vedere con la vostra vocazione, perché non tentate di impostarlo in modo che vi appaia qualcosa di più di un semplice stipendio a fine mese? Se non ce la fate, cerca tevi un impegno appagante al di fuori dell’am bito lavorativo. In campo religioso, sociale o politico. Trovate attività che sappiano coin volgere pienamente la vostra attenzione: can tare in coro, dipingere, praticare sport. Solo così vi sentirete 'in sintonia' con voi stessi. Tutti abbiamo necessità di dare e ricevere amore, di impegnarci e di sentirci collegati a qualcosa di più grande di noi. Create le condi zioni ideali e abbiate pazienza».

7. Coltivate l’ottimismo
Mostratevi felici, suggerisce Sonja Lyubo mirsky, psicologa all’università della Cali fornia. «Ho scoperto che il tasso di felicità lo possiamo influenzare attraverso il no stro modo di agire e di pensare. Ho identi ficato 12 attività che rendono felici, tutte cose che le persone appagate fanno sponta neamente ». Eccole: esprimete la vostra ri conoscenza; coltivate l’ottimismo; evitate ogni forma di ossessività per quello che fanno gli altri; siate cortesi, più del norma le; trovate tempo per gli amici; sviluppate strategie per affrontare le difficoltà; impa rate a perdonare; appassionatevi a qualche attività e siate pronti a esplorare nuovi orizzonti; gustatevi le gioie della vita; pun tate sempre verso obiettivi importanti; col tivate il senso religioso e la spiritualità. E in fine, fare pratica.