I MOOC europei nuovo strumento della conoscenza Rendere i MOOC ("Massive Online Open Courses", cioè i corsi online aperti a tutti, organizzati da Università e Istituti di studio vari) europei un nuovo strumento di formazione globale, sviluppando una rete di conoscenza aperta e condivisa

Fonte: Agenziafuoritutto.com

Questa la sfida di “WOW! Europe Embraces MOOCs”: evento organizzato a Roma in partnership dall’Università Telematica Internazionale "UNINETTUNO" e da EADTU (Associazione delle Università Europee per l’Insegnamento a Distanza), in collaborazione con oltre 20 Atenei europei.

“I MOOC europei rappresentano - ha detto il rettore di UNINETTUNO Maria Amata Garito aprendo la riunione - la possibilità di creare un network di Università tradizionali e a distanza, non solo europee ma anche del mondo Arabo, dell’Africa, del resto del mondo, in cui i migliori docenti collaborano e condividono il know-how metodologico e organizzativo secondo un modello interculturale e multilinguistico. I MOOC euromediterranei potranno essere, così, le nuove enciclopedie del sapere, in risposta al modello di “imperialismo culturale” che ha caratterizzato le iniziative MOOC statunitensi”.

“Nel caso dei MOOC  statunitensi - ha proseguito il Rettore la spinta tecnologica ha prevalso sull’aspetto della qualità. Nel modello sviluppato da EADTU, invece,ogni Università può erogare le videolezioni integrate da testi interattivi ed esercizi valorizzando le proprie differenze, e seguendo il proprio modello pedagogico-didattico: ridando così all’Europa una grande chance di rinnovamento”. Questa Conferenza di Roma è l’ultima tappa del progetto "HOME - Higher Education Online, MOOC the European Way ": che mira a sviluppare una rete di cooperazione tra le Università partner sui MOOC europei.

“L’esperienza dei docenti e degli esperti di Open Education - ha detto Alessandro Fusacchia capo di gabinetto del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini  -  può aiutare le decisioni del Governo su come si possa ripensare l’educazione. Abbiamo fatto una Riforma per la scuola e vorremmo portarne avanti un’altra sull’Università. Dobbiamo discutere dell’istruzione nell’era del digitale, aggiornando il nostro sistema scolastico e comprendendo le potenzialità offerte dalla Open Education. Per questo, abbiamo lanciato un piano sulla scuola digitale, del quale il 60% sarà dedicato alle infrastrutture e all’hardware, mentre il 40% sarà dedicato alla piattaforma on-line e allo sviluppo di competenze”.