Università, ecco come studiare (quasi) gratisIn Italia, il costo medio delle tasse annue per un'università pubblica si aggira sopra i 1000 euro. Se si includono quelle private, come Cattolica e Bocconi, il conto può lievitare fino a 7-8 volte tanto. Non è detto, però, che la cifra vi “spetti” per intero. Ecco come ridurre (o azzerare) l'esborso

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Alberto Magnani

1. Cercare in anticipo borse di studio

Prima di tutto, è bene controllare in anticipo le opportunità pubblicate sul sito dall'Andisu (Associazione Nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario): matricole e studenti in corso possono sfogliare la pagina dei bandi aperti suddivisi per regione (www.andisu.it/pagine/bandi_universitari) e fare una valutazione dei requisiti. I candidati che si aggiudicano una borsa, come quelle assegnate dal Er.go in Emilia Romagna, possono accedere all'esonero totale dalle contribuzioni.
Ma non è tutto. Sono le stesse università a proporre agevolazioni e tutele specifiche, dalle detrazioni fiscali ai bonus per gli studenti d'eccellenza. La sola Università degli studi di Milano ha messo in palio, per il 2015-2016, 500 borse di servizio da 1.800 euro annui e 160 borse di merito come integrazione ulteriore (fino a un massimo di 6mila euro).

2. Requisiti di merito

Un 100 e lode all'esame di Stato non dirà tutto su un maturando. Ma, nell'attesa, gli regala un anno gratis in università. È il bonus offerto per il 2015-2016 da alcune università pubbliche, come la Sapienza di Roma e l'Alma Mater di Bologna: niente rette per tutti gli immatricolati con voto di diploma di 100/100. Nel caso dell'Università di Bologna, il benefit si estende ai neo-iscritti nei corsi magistrali che hanno conseguito il titolo triennale alla prima sessione utile e con valutazione minima di 110/110. Se non si parla dell'esonero totale, sono comunque previste riduzioni vincolate al raggiungimento di un certo numero di crediti (ad esempio: 40 crediti formativi all'anno) in un arco di tempo preciso. In determinati casi, può anche essere richiesta una certa media – ad esempio: dai 24/30 – per certificare la “qualità” degli appelli in curriculum.

3. Trasferirsi solo se è necessario

L'esperienza da fuori-sede può essere decisiva. Ma se l'università è nella città d'origine, conviene davvero spostarsi già per la laurea di primo livello? Non sempre. Se si considera che l'affitto incide sul 50% delle spese fuori di casa, il trasferimento può essere posticipato al biennio che conta di più: magistrale e master, magari all'estero. Anche perché, nei tre anni iniziali, niente esclude esperienze di mobilità tra summer school, tirocini e scambi offerti nel pacchetto dell'Erasmus+ (www.erasmusplus.it).
Senza dimenticare il double degree, la doppia laurea: una formula che permette di svolgere parte del percorso formativo in Italia e parte all'estero, con il pagamento di un'unica retta e – dati Almalaurea – un aumento di possibilità del 20% di trovare impiego.

4. Sfruttare biblioteche ed e-book

Altra incognita sulle spese universitarie: il materiale didattico. L'asticella può alzarsi a seconda del corso di studio, con picchi nell'ordine delle migliaia di euro per Giurisprudenza e Medicina. Ma è necessario comprare l'intera bibliografia? No.
Come già consigliato da AlmaLaurea al Sole 24 Ore, conviene aspettare fino alla pubblicazione del programma di un determinato anno accademico: i testi richiesti possono essere presi in prestito dalle biblioteche d'ateneo o scaricati sotto forma di e-book dalle risorse di didattica digitale messe a disposizione dai docenti. Uno sconto non proprio secondario, se si considera che l'investimento sui libri può spingersi oltre i 6mila euro per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico.

5. Tentare all'estero conviene

Laurea in Italia o all'estero? Se si guarda ai soli costi universitari, può farsi strada la seconda.
Certo: è vero che alcune delle mete più ambite dagli studenti italiani propongono rette e costi della vita ben al di sopra della media italiana, come nel caso del Regno Unito (solo il bachelor, la triennale, costa fino a 9mila sterline annue), per non parlare di Stati Uniti o business school europee. Ma il registro cambia se si considerano i corsi di laurea, soprattutto triennali, erogati a costo zero in paesi come Danimarca, Germania, Francia o Svezia. E se si è interessati a un master, la scelta può scattare da canali come Mastersportal (www.mastersportal.eu) e altri siti specializzati nella ricerca di corsi di studio a seconda dell'area disciplinare.