Londra, grave l’infermiera ricoverata per una ricaduta di EbolaPrimo caso europeo di «ricomparsa» della malattia dopo la guarigione. La donna, Pauline Cafferkey, 39 anni, è stata ricoverata venerdì scorso ed ora è in isolamento

Fonte: La Stampa

Primo caso di ricaduta del virus Ebola in Europa. Sono ulteriormente peggiorate le condizioni di salute dell’infermiera scozzese Pauline Cafferkey, vittima appunto di una ricaduta legata al virus Ebola, che aveva contratto l’anno scorso mentre lavorava in un centro medico di Save the children a Kerry Town, in Sierra Leone e da cui era perfettamente guarita.

I MEDICI: “È GRAVISSIMA”

L’infermiera, 39 anni, è ricoverata in isolamento da venerdì scorso al Royal Free Hospital di Londra che, in un comunicato, ha dichiarato: “Ci rattrista annunciare che le condizioni di Pauline Cafferkey si sono deterioriate e che ora la donna è gravemente malata ed è in cura per l’Ebola nell’unità di isolamento ad alto livello dell’ospedale”.

LE PERSONE CON LE QUALI HA AVUTO CONTATTI

La Cafferkey si era sentita male la settimana scorsa a Glasgow, ed era stata ricoverata al Queen Elizabeth hospital prima di essere trasferita a Londra.

Finora sono state identificate 58 persone che hanno avuto contatti con l’infermiera e a 40 di loro sono stati offerti vaccini a titolo precauzionale. Di questi ultimi, 25 hanno accettato il vaccino mentre gli altri 15 lo hanno rifiutato o non hanno potuto riceverlo a causa di condizioni di salute precarie.

La donna di recente si era recata in una scuola elementare a East Kilbride, nel Lanarkshire, per raccontare la sua esperienza in Africa e si era intrattenuta con i bambini. Il preside ha già allertato i genitori e venerdì ha mandato a casa tutti gli alunni con una lettera per spiegare la situazione.

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AVEVA INCONTRATO LA MOGLIE DI CAMERON

Una settimana fa l’infermiera aveva incontrato Samantha Cameron, moglie del primo ministro britannico partecipando a un evento a Downing Street, residenza del premier, dove era stata fra gli ospiti d’onore dei premi «Pride of Britain». C’è anche una foto che ritrae Cafferkey a pochissima distanza dalla signora Cameron.

IL VIRUS SOPRAVVIVE 9 MESI NELLO SPERMA DI UN PAZIENTE GUARITO

Tracce del virus Ebola si nascondono nel liquido seminale dei pazienti anche per nove mesi dopo la guarigione. Lo afferma uno studio dell’Oms pubblicato dal New England Journal of Medicine, che `allunga´ il periodo di latenza conosciuto di almeno tre mesi.

La ricerca è stata condotta su 93 uomini di Freetown, in Sierra Leone, arruolati tra due e 10 mesi dopo la diagnosi della malattia. Tutti gli uomini testati nei primi tre mesi erano positivi, il 65% di quelli che hanno avuto il test tra quattro e sei mesi dopo la diagnosi avevano tracce del virus così come un terzo di quelli tra sette e nove mesi.

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