Perché non esiste il premio Nobel per la matematicaAnche quello per l’economia non è un vero e proprio Nobel. Tre cose da sapere sul riconoscimento più prestigioso al mondo

Fonte: La Stampa
di Chiara Severgnini

Fisica, chimica, medicina, letteratura: chi vuole vincere un premio Nobel deve eccellere in una di queste discipline. Oppure, se ambisce al Nobel per la pace, fare qualcosa di straordinario per «la fratellanza dei popoli, l’abolizione o la riduzione degli armamenti o la promozione di congressi di pace». E l’economia? Per quella c’è un premio, ma non è veramente un Nobel. E perché la matematica è stata esclusa?

Chi ha inventato il premio Nobel e perché?

Il premio prende il nome da Alfred Nobel, l’industriale e chimico svedese che ha inventato la dinamite. È stato lui, con le sue ultime volontà, a istituire il prestigioso riconoscimento. Ma perché? La filantropia non sempre si può spiegare, ma nel caso di Nobel forse sì: pare che negli ultimi anni della sua vita fosse tormentato dai rimorsi. La dinamite, che tanto l’aveva reso ricco, aveva trovato molte applicazioni nell’industria bellica, trasformandosi in uno strumento di morte. E le persone non mancavano di farglielo notare. Secondo l’Enciclopedia Britannica, alla morte di suo fratello Ludvig, nel 1888, un quotidiano francese aveva riportato erroneamente la notizia della morte dell’inventore e aveva titolato così: «Il mercante di morte è morto». Al senso di colpa si aggiungeva quindi anche il danno d’immagine. E cosa c’è di meglio di un generoso premio per chi apporta «considerevoli benefici all’umanità» per ovviare al problema?

Come mai non c’è il Nobel per la matematica?

Leggenda vuole che il signor Nobel abbia escluso la matematica dal novero delle discipline degne di un premio per gelosia: sua moglie avrebbe avuto una relazione extra-coniugale con un illustre matematico, lo svedese Gösta Mittag-Leffler. Peccato che Nobel non sia mai stato sposato. E se è vero che aveva un’amante - la viennese Sophie Hess - non ci sono prove che lei e Mittag-Leffler si siano mai neanche conosciuti. Alcuni hanno ipotizzato che tra Nobel e il matematico svedese ci fosse un’antipatia personale che nulla aveva a che fare con la rivalità in amore. Ma Nobel e Mittag-Leffler avevano più di dieci anni di differenza. Entrambi erano di Stoccolma, ma non hanno avuto molte occasioni per conoscersi - e odiarsi - perché il primo ha lasciato la Svezia per Parigi quando il secondo era ancora uno studente. Ma allora perché la matematica è stata tagliata fuori? Non c’è una risposta certa. Quando il premio è stato creato, però, esisteva già un riconoscimento internazionale per la matematica istituito dal re di Svezia Oscar II: forse Nobel voleva evitare un doppione. O forse, più banalmente, non reputava la matematica capace di apportare «considerevoli benefici all’umanità».

E il Nobel per l’economia quando è stato introdotto?

Il cosiddetto Nobel per l’economia, in realtà, non ha nulla a che vedere con gli altri Nobel: l’inventore della dinamite non aveva neanche preso in considerazione l’idea di dare un premio all’economista dell’anno. Nel 1969, però, la Banca centrale svedese ha pensato bene di festeggiare i 300 anni dalla sua fondazione istituendo un nuovo riconoscimento: il «Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel». Il nome ha dato adito a una sovrapposizione quasi istintiva con i Nobel veri e propri, quanto meno nel linguaggio comune. Anche perché la gestione è in mano alla stessa fondazione che si occupa dei premi originari. Con buona pace di chi, come il pronipote di Nobel stesso, l’attivista Peter Nobel, ritiene che il premio non sia altro che «un colpo di pubbliche relazioni fra economisti per migliorare la loro reputazione».