Via libera alla revisione del Regolamento per l’Abilitazione Scientifica NazionaleIl nuovo Regolamento recepisce alcune delle indicazioni fornite dalla comunità scientifica in seguito ai risultati delle due precedenti tornate, nel corso delle quali si erano evidenziate non poche criticità

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Andrea Lombardinilo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la revisione del Regolamento dell'Abilitazione scientifica nazionale, requisito necessario per poter esercitare l'insegnamento universitario. Il nuovo Regolamento recepisce alcune delle indicazioni fornite dalla comunità scientifica in seguito ai risultati delle due precedenti tornate, nel corso delle quali si erano evidenziate non poche criticità.

Tra le principali novità del provvedimento si segnala la cosiddetta procedura a "sportello", che consentirà agli aspiranti docenti di presentare la propria candidatura in qualsiasi momento dell'anno e non più solo entro periodi limitati fissati dal Miur. Saranno riviste anche le modalità di sorteggio dei commissari, nella prospettiva di garantire una maggiore rappresentatività dei settori disciplinari.

La ratio cui è ispirato il Regolamento è quella della semplificazione, soprattutto in merito agli indicatori: nel caso dei settori bibliometrici, scompare l'indicatore relativo al numero delle citazioni dei prodotti scientifici; per i settori non bibliometrici scendono da tre a due gli indicatori richiesti, grazie alla eliminazione del «numero di articoli scientifici e di capitoli di libro pubblicati nel decennio». Per essere ammesse a valutazione, sarà sufficiente che le monografie siano dotate di Isbn.

Alla vigilia dell'emanazione del nuovo Regolamento, il CUN (Analisi-proposta n. 10429 del 16 giugno 2015) auspicava un profondo «ripensamento degli indicatori» finalizzati a misurare il valore della produzione scientifica dei candidati. In particolare, il Cun suggeriva di superare la distinzione tra aree bibliometriche e non bibliometriche, rea di aver creato «un'artificiosa divisione della cultura in ambiti separati».

Il consiglio direttivo dell'Anvur, nell'esprimere un giudizio sostanzialmente positivo (Parere n. 10 del 9 settembre 2015), non ha risparmiato osservazioni critiche nel merito, come nel caso dell'identificazione dei libri con il solo possesso del codice Isbn, la cui presenza «non costituisce una garanzia di serietà scientifica dell'opera, visto che esso viene rilasciato pressoché automaticamente». Per questo l'Anvur suggeriva di riportare il numero degli indicatori da due a tre, reintroducendo il numero di articoli pubblicati sulle riviste scientifiche e i capitoli di libro, e di qualificare meglio le opere monografiche ammissibili.

Sugli aspiranti commissari, il Regolamento restringe l'arco temporale di valutazione della produzione scientifica, da dieci a cinque anni: una scelta che, per l'Anvur, «penalizza gli aspiranti commissari di quei settori nei quali tipicamente i lavori più importanti vengono pubblicati nei primi anni della carriera scientifica». L'ultima parola spetta ora al Consiglio di Stato e alle Commissioni parlamentari, che dovranno vagliarne la bontà scientifica, procedurale e "semplificatoria".