Al via I.R.ID.E., progetto per la certificazione delle pubblicazioni scientificheArriva in Italia la certificazione univoca per gli autori di pubblicazioni scientifiche

Fonte: Rivistauniversitas.it
di Andrea Lombardinilo

A introdurla è il progetto I.R.ID.E.(Italian Research IDentifier for Evaluation), nato dalla collaborazione tra Anvur, Crui e Cineca, con l'obiettivo di dotare i ricercatori italiani del codice di identificazione internazionale ORCID (Open Researcher and Contributor ID), che garantirà la certificazione univoca dei prodotti della ricerca. Il lancio del progetto coincide con l'avvio del nuovo esercizio di valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014), realizzato dall'Anvur secondo le Linee guida contenute nel Dm. 458/2015.

Il codice di identificazione internazionale ORCID consiste in un codice d'identificazione alfanumerico dei ricercatori che confluisce in un registro gratuito, aperto e indipendente, gestito a livello internazionale dall'omonima organizzazione no-profit. Ha la prerogativa di legare in maniera inequivocabile ciascun ricercatore ai propri prodotti di ricerca (articoli, brevetti, citazioni, esperimenti), prescindendo dal settore disciplinare e dai confini nazionali. L'adozione di ORCID dovrebbe scongiurare rischi di errore e ambiguità, soprattutto in merito alla paternità degli articoli pubblicati su riviste scientifiche, alla richiesta di finanziamenti, alla registrazione di brevetti, agli esercizi di valutazione nazionali e di ateneo.

Già diffuso a livello internazionale (i ricercatori attualmente in possesso di ORCID sono circa 1,3 milioni), il nuovo codice mira ad aggirare le problematiche riscontrate in passato nell'interrogazione delle banche dati bibliometriche: omonimie, modifiche e traslitterazioni da sistemi di scrittura diversi, i cui effetti sono stati acuiti dalla mancata attuazione dell'Anagrafe nazionale della ricerca e dall'incompletezza delle banche dati sulle pubblicazioni oggi esistenti.

Coinvolti nel progetto saranno oltre 70 Università e quattro centri di ricerca italiani, impegnati (nella prima fase) nel consentire a tutti i ricercatori del sistema accademico nazionale di accedere al registro ORCID. In una seconda fase saranno coinvolti anche dottorandi e assegnisti di ricerca. L'intero processo dovrebbe concludersi entro il 2016.

Sergio Benedetto, membro del Consiglio Direttivo Anvur, sottolinea che «il Progetto I.R.ID.E. costituisce un passo fondamentale per rendere la valutazione della ricerca in Italia più semplice e, nel contempo, più affidabile. Contribuirà inoltre alla costruzione di quella Anagrafe nazionale della ricerca prescritta da una legge del 2009».

«L'Università italiana - afferma Stefano Paleari, presidente della Crui - procede verso una sempre maggiore integrazione internazionale e si attrezza affinché la valutazione sia piena ed efficace. Speriamo che l'Esecutivo ne tragga spunto per il rilancio di una comunità che in questi anni ha solo dato. E non solo in termini di controllo ed efficienza».