A Enna la facoltà di medicina romena: insorgono gli universitari dell'UduPolemico anche il rettore di Catania. Ma l'ex senatore Crisafulli difende la sua creatura: "Gli studenti potranno fare attività sui cadaveri andando in Romania, dove è legale, mentre in Italia questo non avviene"

Fonte: la Repubblica
di Antonio Fraschilla e Grazia La Paglia

A lui non basta aver messo in piedi una università sotto casa, la Kore di Enna. Adesso vuole di più: portare nella sua città la prima facoltà straniera di medicina, con annessi gli ambitissimi corsi inaccessibili a molti nelle università italiane a causa di test molto difficili. "Che volete, sono fantasioso", gongola l'ex senatore Vladimiro "Mirello" Crisafulli, che tiene in mano la convenzione appena firmata a Palazzo d'Orleans tra l'assessorato Sanità e il rettore dell'ateneo statale della Romania Dunarea De Joso di Galati. Ma come farà una Università straniera ad aprire una sede nel cuore della Sicilia? L'escamotage si chiama "Fondazione Proserpina", altra creatura di Crisafulli, che ne è amministratore delegato. Il presidente della Fondazione è l'ex preside della facoltà di Medicina di Palermo, Elio Adelfio Cardinale, in passato vicino al centrodestra, adesso con un piede in casa Renzi via Faraone ma che si trova in accordo pieno con il progetto del barone rosso di Enna. "Attiveremo due corsi di laurea, quello in Medicina e chirurgia e quello in Professioni sanitarie  -  dice Crisafulli  -  i locali sono stati messi a disposizione dall'ospedale di Enna. Altre aule ancora sono in costruzioni e 13 sono già state ultimate con i fondi dei rumeni, altre ancora le realizzeremo grazie alle tasse d'iscrizione". Le tasse saranno, orientativamente, tra i 9 e i 10 mila euro per la facoltà di medicina, tra i 4 e i 5 mila per le professioni sanitarie: "È un costo più alto rispetto alle università italiane  -  dice l'ex senatore  -  ma il paragone deve essere fatto con quelle straniere, considerando anche le spese necessarie per studiare all'estero. Questa facoltà nasce proprio per evitare che i ragazzi vadano fuori".

In palio ci saranno 60 posti per medicina e 60 per professioni sanitarie, tra cui anche il corso in infermieristica. Ma come si svolgeranno questi test, che non avranno nulla a che fare con quelli del ministero? E il titolo sarà riconosciuto in Italia? "Il titolo sarà riconosciuto perché la Romania ha la sua agenzia di valutazione accreditata con l'Ue  -  assicura Crisafulli  -  per accedere gli studenti dovranno seguire un nostro corso intensivo di dieci settimane e di lingua romena. Dopo potranno accedere ai test di ammissione seguendo i criteri delle università statali della Romania. I corsi di rumeno sono previsti per fine settembre, i test per novembre, in tempo per partire con l'anno accademico 2015-16". Secondo l'Unione degli universitari si tratta di una "provocazione". In una nota congiunta i rappresentanti dell'Udu di Palermo, Messina e Catania si chiedono "come sia possibile che, a distanza di così pochi chilometri, nello stesso territorio possa avvenire una simile discriminazione: chi potrà pagare un'università privata avrà accesso agli studi in Medicina mentre tutti gli altri - scrivono - resteranno vincolati dalla legge che regolamenta l'accesso a tale facoltà. Il diritto agli studi non può in alcun modo essere vincolato dal potere finanziario degli aspiranti studenti". "Ci preme mettere in guardia gli studenti da quelle che saranno le possibilità reali di questo corso di studi - continua la nota - negli anni è sempre risultato molto difficile fare il passaggio da un corso di studi estero (perché di questo si tratta) a uno italiano, convalidare le materie e principalmente fare in modo che il proprio titolo di studi sia poi spendibile in territorio italiano". Critiche anche al sottosegretario Davide Faraone e all'assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi "che dopo avere difeso il numero chiuso presenziano alla presentazione di questa facoltà".

Sul piede di guerra anche la Conferenza dei rettori italiani. Il rettore di Catania, Giacomo Pignataro, chiede "chiarezza" al governatore Rosario Crocetta e ieri era assente alla firma della convenzione: "Ma come, quest'anno la Regione ha detto al ministero che aveva un fabbisogno di medici pari al 50 per cento rispetto allo scorso anno, facendoci tagliare il numero di posti da mettere in palio nelle nostre Scuole di medicina, e adesso autorizza altri 120 posti ai rumeni?  -  dice Pignataro  -  e poi, a che titolo questi studenti faranno il tirocinio nelle strutture sanitarie della Regione? E, ancora, questo titolo avrà lo stesso valore del nostro? Hanno avuto i pareri dei ministeri? Quando si parla di facoltà medicina occorre stare molto attenti e lo voglio dire chiaramente alla famiglie siciliane". Il rettore uscente di Palermo, Roberto Lagalla, porterà la questione alla Crui nazionale. E anche la Kore si tira fuori da tutto: "In merito alle tante richieste che pervengono ai nostri uffici - scrive in note l'Ateneo - si precisa che il corso di laurea in Medicina e il corso di laurea in Infermieristica, recentemente istituiti a Enna, non sono dell'Università Kore ma di un ateneo dell'Unione Europea, e precisamente dell'Università statale di Galati (Romania). Il funzionamento di tali corsi di laurea è assistito a Enna dalla Fondazione Proserpina, alla quale vanno pertanto rivolte le richieste di informazioni al riguardo". Crisafulli però va dritto come un treno. E per attrarre studenti annuncia anche una possibilità che avranno soltanto a Enna: "Potranno fare attività sui cadaveri andando in Romania, dove è legale, mentre in Italia questo non avviene".