Gli Diminuiscono i docenti a Tempo Indeterminato, mentre aumentano i docenti precari, che si accollano il peso del carico didattico senza averne alcun beneficio in cambio

Fonte: OrizzonteScuola.it
di Giulia Boffa

Un'immagine del mondo universitario americano quasi del tutto inedita per noi europei ci viene data da un articolo apparso su The Atlantic, dal titolo:

"The Adjunct Revolt: How Poor Professors Are Fighting Back", che riguarda i professori universitari, denominati adjunct professors, “hired on a short-term contract with no possibility of tenure” e che corrispondono ai nostri “docenti precari”.

In precedenza anche il New York Times(NYT) aveva pubblicato un articolo sulla condizione di questi docenti ("Without Tenure or a Home"), parlando di una professoressa senza fissa dimora, costretta a dormire in uno scantinato senza riscaldamento o dentro la macchina nel parcheggio dei docenti.

Eppure le spese per i corsi universitari sono aumentate, ma senza migliorare le retribuzioni e le prospettive di impiego fisso per chi insegna nei corsi, anzi, il caso della docente homeless non è così raro: sono diversi, infatti,i casi di professori precari costretti a condizioni di vita a livello di povertà, come testimonia l'articolo di The Atlantic.

I costi esorbitanti delle Università servono invece a offrire agli studenti sempre più lusso e "amenities", come stanze singole nelle residenze studentesche, la Tv via cavo gratuita, la Jacuzzi privata e l’abbonamento annuale alla palestra.

Per questo diminuiscono i docenti a Tempo Indeterminato, mentre aumentano i docenti precari, che si accollano il peso del carico didattico senza averne alcun beneficio in cambio.

L'abolizione del valore legale del titolo di studio, quindi, porterebbe ad usare sempre più lavoratori precari sottopagati:  per questo, si afferma nell'articolo, si auspica  che gli enti di accreditamento usino maggiore severità nei confronti di quelle università che fanno eccessivo ricorso al personale precario.