Raffaele BonanniDopo rassicurazioni della Gelmini si assottiglia il fronte della protesta. Ma gli studenti preparano i cortei: «Siamo pronti a sfilare senza sigle»

Fonte: La Stampa

Si rompe il fronte sindacale dell’università e della ricerca contro i provvedimenti varati dal governo negli ultimi mesi: a meno di 48 ore dallo sciopero generale fissato da settimane per venerdì mattina, e dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, la Federazione Cisl Università, Confsal Snals Università Cisapuni e Snlas-Confsal Ricerca hanno deciso di sfilarsi dalla protesta, annunciando la revoca della serrata.

La presa di posizione era già nell’aria, ma solo oggi pomeriggio il segretario Antonio Marsilia ha ufficializzato la posizione: «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero perchè il ministro Mariastella Gelmini, con il documento sottoscritto ieri (dopo l’incontro con i sindacati, ndr.) si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra governativa sull'università e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero». Per la Cisl, quindi, è bastata la «ampia disponibilità» di Gelmini «ad affrontare positivamente le richieste sindacali e a trovare soluzioni concrete in tempi certi».

Anche la decisione di Snasl Confsal è giunta dopo «gli impegni assunti dal ministro Gelmini nell’incontro di ieri sulle tematiche relative all’Università e alla Ricerca che sono stati valutati positivamente» dalle sigle sindacali. Gli impegni, spiegano in una nota, oltre a ricalcare quelli assunti per il pubblico impiego «prevedono anche significative aperture sulle problematiche oggetto della proclamazione dello sciopero. Di particolare rilevanza sono i passaggi relativi alla stabilizzazione del personale precario degli Enti di Ricerca e alla possibile modifica, in termini migliorativi, della manovra governativa sull’Università».

«Non comprendiamo la ragione della Cisl: noi siamo coerenti e fedeli alla piattaforma unitaria, non bastano dichiarazioni di buona volontà, noi andiamo avanti lo stesso con lo sciopero», fa sapere la Flc-Cgil: «Ho sempre rispetto delle opinioni altri - precisa il segretario Mimmo Pantaleo - ma con la Cisl avevamo definito una piattaforma: ieri siamo stati all’incontro con il ministro Gelmini, ne abbiamo apprezzato la disponibilità al confronto, ma non ci sono state date risposte sufficenti per revocare lo sciopero». Forse, ipotizza Pantaleo, ha influito l’incontro che ci sarebbe stato ieri sera tra il premier Silvio Berlusconi ed i segretari generali di Cisl e Uil, perchè «quella cena aveva naturalmente il significato di stimolare spaccatura dei sindacati».

Anche la Uil Università e Ricerca (Afam) conferma la presenza in piazza, «a meno che da parte del Ministero ci siano novità interessanti», anticipa il segretario Alberto Civica: «Teoricamente per disdire la serrata Gelmini ha ancora la notte per cambiare idea, ma non credo succederà e non credo che l’incontro di domani al Ministero della Funzione Pubblica possa essere fondamentale». Oggi Gelmini ha incontrato anche la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), che «ha ribadito il proprio apprezzamento sul decreto legge appena firmato che contiene provvedimenti a favore delle università più virtuose e dell`assunzione di nuovi ricercatori»: al centro dell'incontro anche la riduzione dei corsi di laurea non indispensabili, delle sedi distaccate ed i fondi per l'università nel 2010.

Lo sciopero di venerdì, quindi, si farà in ogni caso e l’organizzazione per il grande corteo previsto a Roma è pronta: i sindacati sfileranno da piazza Bocca della Verità (appuntamento alle 9.30) a piazza Navona, alle spalle del Senato, passando per via delle Botteghe oscure e corso Vittorio Emanuele II. Ad essi si uniranno, numerosissimi, gli studenti universitari e quelli liceali di Roma e di tutta Italia: Trenitalia non ha messo ha disposizione convogli speciali, ma l’Onda anomala si sta organizzando da giorni per partecipare in massa alla manifestazione. Per la viabilità ed il trasporto pubblico della capitale sarà un altro giorno di caos: oltre a quello delle organizzazioni sindacali, altri cortei sfileranno per la città.

Gli universitari de La Sapienza partiranno verso le 10 dalla città universitaria e ’raccoglierannò per la strada gli studenti degli altri atenei d’Italia davanti la stazione Termini, in piazza dei Cinquecento. Altri due cortei prenderanno il via da Piramide (universitari di Roma Tre) e da piazza della Repubblica (studenti medi). Non si escludono improvvise deviazioni delle manifestazioni: come già avvenuto durante le proteste delle scorse settimane, gli studenti potrebbero raggiungere il Ministero dell’Istruzione o compiere ’blitz’ per la città per creare disagi.