I Google Glass sbarcano all'università di medicina: negli Usa il primo esperimentoLibri e Google Glass nel programma dei futuri medici

Fonte: Il Messaggero
di Alessio Caprodossi

La novità arriva dalla Stanford University, che ha integrato gli occhiali per la realtà aumentata tra gli strumenti che verranno utilizzati durante i corsi dagli studenti della facoltà di medicina. Una scelta figlia dell'accordo con CrowdOptic, società dedita al live-streaming di eventi sportivi e intrattenimento, che con l'avvento dei Glass ha allargato il campo all'ambito medico, tanto da rientrare nella lista delle aziende partner individuate da Google per promuovere l'utilizzo degli attesi occhiali.

Grazie ai servizi della CrowdOptic sarà possibile vedere ciò che accade in sala operatoria, con gli studenti che potranno apprendere meglio come muoversi nei momenti più delicati sfruttando una doppia prospettiva. Quella del chirurgo impegnato mentre effettua un intervento indossando i Google Glass che consentirà agli aspiranti medici un'immersione completa nell'atto più importante della professione. L'altra non sarà da osservatori ma da praticanti, quando a indossare gli occhiali saranno gli stessi studenti nei test pratici in cui potranno contare su notifiche immediate e osservazioni dei dottori-professori in tempo reale.

Una strada mirata, quindi, a espandere l'attività di formazione ricorrendo per primi, in campo accademico, a una delle tecnologie più promettenti per migliorare la vita quotidiana e quella lavorativa di molte professioni. Detto che per concentrare l'attenzione sull'operazione, ogni altra applicazione sarà disattivata dai Google Glass durante le attività in sala operatoria, l'università di Stanford ha rassicurato i pazienti affermando che tutti i dati, le immagini e i video realizzati nel corso delle lezioni saranno di proprietà esclusiva dell'ateneo e verranno protetti da un sistema chiuso ai non addetti ai lavori.

Soddisfatta per l'aver aperto un altro prezioso (e redditizio) fronte per l'utilizzo e la diffusione in ambito professionale dei suoi Glass - che arriveranno sul mercato italiano entro fine anno - almeno in questo caso Google dovrà rinunciare a quelle informazioni personali, parte integrante della metamorfosi che ha permesso a Big G di trasformarsi da motore di ricerca a multinazionale di servizi innovativi.