“Il ricorso a Medicina? E’ un dramma per quelli bravi. Bisogna fare chiarezza sul test futuro” "Idee ce ne sono state tante, ormai, da più parti: è venuto il momento di decidere”

Fonte: CorriereUniv.it

“Possibile che siano le obiezioni dei peggiori 2.000 studenti a farla da padrone a scapito degli altri che l’ammissione a Medicina se la sono meritata con un impegno enorme?. La domanda di Giuseppe Remuzzi, pubblicata questa mattina sul Corriere della Sera è chiara, chiarissima. Il medico e professore italiano, autore di 1.113 pubblicazioni su riviste internazionali e di 13 libri di argomento nefrologico, si scaglia contro il ricorso  (vinto)  degli studenti di Medicina. E conclude con un auspicio: “E’ arrivato il momento di fare chiarezza sulle modalità della prova”.

“Fatta la legge trovato l’inganno. Ma se «l’inganno» per quanto nel rispetto del rigore formale lo trovano i giudici del Tribunale amministrativo regionale del Lazio (avallando così una pretesa del tutto strumentale degli avvocati del Codacons) vuol dire che può davvero succedere di tutto. Possibile che siano le obiezioni dei peggiori 2.000 studenti a farla da padrone a scapito degli altri che l’ammissione a Medicina se la sono meritata con un impegno enorme (al di là del giudizio che si è dato del test)?”.

“Prima gli studenti contestavano l’esame basato su liste locali. Molti degli esclusi a Milano o a Trieste per esempio se avessero sostenuto l’esame a Bari o a Cosenza sarebbero stati ammessi; e certi entrati a Messina, a Padova non sarebbero stati ammessi mai. Da quest’anno c’è la lista nazionale: criteri uguali per tutti dovunque uno decida di fare l’esame. Tutto risolto, allora? Niente affatto, adesso il Tar riammette (con riserva) duemila studenti. Questo perché dalle scatole con i questionari destinati a Bari ne mancava uno su 49. Bel colpo per chi non ha passato l’esame, ma è un dramma per quelli bravi; ed è molto triste vedere che il Codacons e i suoi avvocati cantino vittoria per una storia tanto squallida. E 3.500 studenti sarebbero pronti a chiedere 10.000 euro di risarcimento se l’esame di ammissione a medicina non verrà abolito. Ricatto bello e buono a cui il governo non deve assolutamente cedere”.

“L’esame può essere migliorato ma se oggi in un certo ateneo – in rapporto ai medici di cui avremo bisogno negli anni a venire – decidiamo di dover formare 100 studenti non ne possiamo ammettere 1.000. Allargare le maglie un po’ all’ammissione per arrivare alla fine del primo anno con i 100 più bravi e più portati è giusto. Ma la selezione va fatta, a cominciare dai voti del liceo e della maturità. Chi non ha una buona media non dovrebbe nemmeno poter sostenere il test. A questo proposito – conclude Remuzzi , quando ci possiamo aspettare dal ministro dell’Istruzione una parola chiara su quello che intende fare per il prossimo esame di ammissione? Idee ce ne sono state tante, ormai, da più parti: è venuto il momento di decidere”.