Tumore e virus Hiv 'spariti' dopo trapianto di midolloI ricercatori: "Risultato formidabile, ma non può essere cura per tutti i sieropositivi". Entrambi i pazienti proseguono la terapia con i farmaci antiretrovirali. L'annuncio a poche ore dalla conferenza mondiale sull'Aids

Fonte: la Repubblica

Due australiani affetti da virus Hiv e malati di cancro possono dire grazie al trapianto del midollo osseo, che non solo li ha liberati dal cancro, ma sembra anche aver eradicato il virus dell'Aids dal loro organismo. L'annuncio, fatto a un simposio di ricercatori a Sydney, ha preceduto di poche ore l'apertura a Melbourne della Conferenza Internazionale sull'Aids di 12 mila delegati di 200 paesi, funestata dalla morte di sei delegati che erano a bordo del volo MH17 abbattuto in Ucraina.

I due pazienti di Sydney sono stati operati all'ospedale St Vincent's e sono diventati la seconda e terza persona al mondo ad essere 'liberati' dall'Hiv, dopo un americano trattato con successo a Berlino nel 2007. Il primo soffriva di linfoma di Hodgkin ed era stato sottoposto nel 2010 a trapianto di midollo da donatore che era portatore di una particolare mutazione genetica che pareva dare protezione contro l'Hiv. Il secondo paziente, operato nel 2011, aveva ricevuto midollo per il trapianto per trattare una leucemia mieloide acuta; il virus è sparito anche nel suo caso, pur non avendo il midollo trapiantato alcuna particolare 'capacità difensiva' contro l'infezione da Hiv.

"Dalle analisi condotte, sia a livello standard che a livello più approfondito - ha spiegato Milliken - abbiamo visto la completa scomparsa del virus dai pazienti". Non è la prima volta che viene segnalato un episodio di questo genere. Nell'unico precedente, il paziente americano operato a Berlino aveva avuto la stessa reazione positiva al trapianto e a tre anni dalla fine della terapia tradizionale antiretrovirale risulta ancora non infetto. L'anno scorso a Boston in altri due pazienti c'era stata la stessa reazione, ma nel loro caso non si è potuto parlare di completa guarigione, dal momento che, una volta sospesa la terapia antiretrovirale, il virus era ricomparso. Sulla base di questi precedenti, entrambi i pazienti australiani rimangono in terapia retrovirale come misura di cautela.

I ricercatori, guidati dal direttore dell'Unità di ematologia e di trapianti di midollo e del St Vincent's, Sam Milliken, ritengono che in futuro i trapianti di cellule staminali avranno un ruolo importante nel trattamento dell'Hiv. "E' importante avvertire che in questa fase, questa forma di trattamento è troppo pericolosa per trattare pazienti di solo Hiv, ma vi è un potenziale per usare i trapianti con modalità efficace contro l'Hiv nel futuro", ha detto Milliken al simposio di Sydney.

I risultati ottenuti a Sydney rappresentano un nuovo, grande passo avanti, ma i ricercatori sottolineano che i trapianti di midollo osseo non possono rappresentare una cura funzionale generale per i quasi 40

milioni di sieropositivi in tutto il mondo. Si tratta infatti di una procedura complicata e costosa che può portare alla morte nel 10% o più dei casi. Si apre però una nuova direzione per la ricerca contro l'Aids. "Questo è un risultato inaspettato e formidabile per le persone con malattie maligne e Hiv. Può anche darci una visione del tutto nuova sull'Hiv, utilizzando i principi del trapianto di cellule staminali", ha aggiunto Milliken.