Sconti e bonus sulle tasse, così i grandi atenei arruolano le matricoleLa Sapienza abolisce le fasce: scatta la tariffa ad personam. Riduzioni anticrisi a Tor Vergata, premi a Roma Tre

Fonte: la Repubblica
di Viola Giannoli

Bonus, sconti, sgravi, promozioni. Gli atenei di Roma si adeguano alla crisi. E, di fronte alla fuga di iscritti e alle famiglie in bilico sull’orlo del baratro economico, tentato i “saldi” sulle tasse universitarie. Alla Sapienza, ad esempio, viene abolita la suddivisione nelle 34 fasce di contribuzione e le tasse diventano personalizzate. Il cda del più antico ateneo capitolino ha stabilito l’applicazione di una formula che consente a ogni studente di determinare l’ammontare dell’importo da pagare. Sempre a partire dal 20142015 scatta l’obbligo per tutti gli studenti (ad eccezione di coloro che scelgono di non dichiarare il proprio reddito) di effettuare gratuitamente il calcolo contributivo presso un Caf. Cambia anche il criterio percentuale per ripartire la due rate annuali: la prima sarà pari al 65% del totale, la seconda al 35%. Confermato, infine, il “bonus fratelli” con cui La Sapienza agevola le famiglie con più figli iscritti all’ateneo con uno sconto — dal 20% al 30% — dell’importo fino al primo anno fuori corso per uno dei fratelli.

L’idea è stata importata a Tor Vergata dove il cda ha approvato l’introduzione di uno sconto del 10 per cento sulla seconda rata per fratelli o sorelle iscritti presso l’ateneo e con Iseu pari o inferiore a 22mila euro. Non solo. I dipendenti di ruolo dell’ateneo iscritti in una facoltà hanno diritto a una riduzione del 50% sulla seconda rata. Un premio di studio di 600 euro lordi andrà agli studenti più secchioni iscritti ad anni successivi al primo, indipendentemente dal reddito.  Roma Tre, infine, ha adottato un sistema sperimentale "che rafforza i principi di equità e proporzionalità, diversificando maggiormente le fasce di reddito (che passano da 60 a 75, ndr). Quelle mediobasse godranno di una riduzione, mentre un incremento è previsto per gli studenti più abbienti. Le risorse aggiuntive saranno reinvestite in nuovi servizi e in aiuti per i più meritevoli o chi è in difficoltà" spiega il rettore Mario Panizza.

Le tasse all’ateneo sull’Ostiense sono state pure sgravate di qualche euro anche se degli sconti maggiori beneficeranno, in proporzione, i “più ricchi”. Quello che non convince gli studenti è però il reinvestimento: "Non è accettabile quando non viene garantito a tutti il diritto allo studio che le risorse vengano ripartite per merito — dice Giulio Freda di “Link Roma Tre” — perché questo non esiste senza pari condizioni di partenza". La priorità dell’Università "deve essere i insiste la studentessa quella di garantire l’accesso ai più alti livelli della formazione a tutti utilizzando i milioni di incentivi delle borse per merito per abbassare la contribuzione per i redditi mediobassi fra le più alte d’Italia" chiosa la sua collega Tamara Capobianco di Link Tor Vergata.