Morrissey, il ritorno del cantante letteratoEsce oggi “World Peace Is None Of Your Business”, decimo album solista dell’ex leader degli Smiths. Un disco con molte conferme e qualche sorpresa

Fonte: La Stampa
di Bruno Ruffilli

«Se non hai il massimo dei voti – disse il dolce papà – non sei più mia figlia e per me sei morta. Lei si lanciò nel vuoto, la testa spaccata in tre». La ragazza senza nome di Staircase at the University si aggiunge alle altre figure di uomini e donne che popolano le canzoni di Morrissey, il più letterato tra i cantanti, il più musicale tra i letterati. Il suo World Peace Is None Of Your Business arriva oggi nei negozi ed è già al terzo posto nella classifica italiana dei dischi più venduti in digitale.

Dal disco precedente, Years of Refusal, sono passati cinque anni: in mezzo, centinaia di concerti, decine di viaggi intercontinentali tra Londra e Los Angeles, la città in cui ora vive, con qualche puntata nel Sud America dov’è amatissimo. E un’autobiografia pubblicata nei Penguin Classics, accanto alle opere di Shakespeare e Oscar Wilde, che lo scorso anno è arrivata al primo posto dei libri più venduti nel Regno Unito. 

Ma negli ultimi tempi, Morrissey, 55 anni, è stato anche vittima di una salute capricciosa e instabile, che lo ha costretto a cancellare decine di serate dal vivo; altre sono saltati per diverbi, puntigli, screzi di ogni tipo (dai gusti musicali della band di supporto ai cibi in vendita nei dintorni del luogo del concerto). Il cantante inglese è vegetariano da decenni, e anche stavolta nelle canzoni c’è più di un riferimento alla crudeltà contro gli animali: “Non ucciderò o mangerò mai un animale e non distruggerei mai questo pianeta”. Ma I am not a man non è Meat Is Murder, il disco degli Smiths dove si affermò per intero la potenza delle parole di Morrissey. E oggi lui non agita più gladioli nei concerti, anche se non ha mai smesso di cantare le sue piccole grandi storie di amori finiti male o mai iniziati, di ragazze inesperte e ragazzi impacciati. Così I am not a Man è un elenco di luoghi comuni della virilità eterosessuale confutati uno dopo l’altro, e si conclude così: «Non sono un uomo, sono qualcosa di molto più grande e migliore». Come sempre, Morrissey si muove tra autocommiserazione e delirio di onnipotenza ed è a suo agio in entrambi. Svela e nasconde, così alla fine del disco non lo conosciamo meglio di prima, proprio come nel libro che racconta la sua vita.

«La pace nel mondo non è affar tuo», canta nel brano che dà il titolo all’album: un attacco alla politica, ma qui manca un obiettivo preciso. Sotto accusa non è la regina Elisabetta o Margaret Thatcher, ma tutto il sistema della rappresentanza democratica, costruito «perché il ricco diventi più ricco e il povero rimanga povero». Viste le premesse, la canzone alla fine delude un po’ e merita di essere ricordata più che altro per l’ardita rima tra «Bahrein» e «pain», dolore.

Nei testi lo sguardo è ampio: non c’è più la periferia industriale inglese, dei primi dischi degli Smiths, anche Londra è messa da parte: una delle canzoni più belle è ambientata a Istanbul, mentre in The Bullfighter Dies sono citate Madrid e Valencia, e compare perfino Lady Gaga, pur di trovare un’allitterazione con Malaga.

Musicalmente questo decimo disco è uno dei più interessanti e variegati della sua carriera solista; non è un lavoro perfetto, ma con la produzione di Joe Chiccarelli (Strokes, Alanis Morissette) si apre a qualche cenno di elettronica, si arricchisce di archi, riff che ricordano gli Smiths, vezzi spagnoleggianti (troppi). Dodici brani, più altri sei per la versione limitata, con un amaro racconto della storia d’amore tra Neal Cassidy e Allan Ginsberg (Neal Cassidy Drops Dead) , un flamenco colmo di desolazione cosmica (Earth Is The Loneliest Planet) e una chiusa sconsolata sul tempo che passa (Oboe concerto): «Tutti i migliori sono morti / e c’è questa canzone che non sopporto / inchiodata nella mia testa». Potrebbe essere Kiss Me Alot, un piccolo ma perfetto gioiello pop che illumina questo disco. A suo modo, una bella sorpresa.