Rapporto della Commissione Europea: “Tasse universitarie troppo alte. Controbilanciarle aumentando borse di studio e prestiti” Questo uno degli dati emersi da uno studio realizzato dalla Commissione Europea, presentato ieri da Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione

Fonte: CorriereUniv.it

Borse di studio e prestiti ad hoc sono essenziali per garantire il diritto allo studio di tutti gli studenti universitari a fronte del continuo aumento delle tasse d’iscrizione. Questo uno degli dati emersi da uno studio realizzato dalla Commissione Europea, presentato ieri da Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione.

Lo studio, finanziato dalla Commissione e condotto da ricercatori indipendenti, ha analizzato l’impatto negli ultimi 15 anni dell’evoluzione delle tasse universitarie in nove paesi che presentano modelli diversi di finanziamento (Austria, Canada, Regno Unito -Inghilterra, Finlandia, Germania, Ungheria, Polonia, Portogallo e Corea del Sud).

“Se controbilanciato da un sostegno erogato agli studenti l’aumento delle tasse universitarie non ha un impatto complessivamente negativo sulle iscrizioni, anche tra gli studenti di estrazione socioeconomica più bassa, a meno che l’entità dell’aumento non sia eccezionale – si legge nel comunicato diramato dall’Ente comunitario – Ciò vale per la Germania e l’Austria (che entrambe hanno introdotto tasse di studio e poi le hanno abolite), per il Portogallo e, dopo aumenti delle tasse, in Inghilterra nel 1998 e nel 2006, come anche in Canada e nella Corea del Sud in cui gli aumenti sono stati di entità modesta nel tempo;L’aumento delle tasse universitarie può comunque determinare una riduzione delle iscrizioni tra gli studenti più anziani”.

Stando ai dati presentati nella relazione, sono soprattutto le borse di studio e i prestiti agevolati per gli studenti che possono “controbilanciare le conseguenze negative delle tasse universitarie o dei loro aumenti sul numero di iscrizioni, in particolare per i gruppi vulnerabili”.

“Per le Università, l’introduzione di tasse d’iscrizione incrementa in generale il totale delle risorse a loro disposizione. Tuttavia, il nuovo gettito proveniente dalle tasse universitarie non è sempre investito in modi che migliorino direttamente l’esperienza degli studenti, come ad esempio nell’assunzione di nuovi insegnanti.

“Inoltre – si legge nella relazione – le tasse universitarie non sembrano rendere i sistemi universitari pubblici maggiormente reattivi al cambiamento della domanda (ad esempio con lo sviluppo di nuovi programmi): diversi altri fattori, tra cui le tradizioni, il prestigio e le regole di accreditamento influenzano il modo in cui le istituzioni possono agire e agiscono di fatto”.

Le tasse universitarie sono un fattore che incide su gran parte degli studenti europei e sono anche una questione controversa – ha commentato Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport – Lo studio ora pubblicato pone in questione certe idee diffuse e fornisce dati utili per il dibattito in corso nell’UE sul modo migliore per finanziare l’istruzione superiore in modo da assicurare che le istituzioni d’istruzione forniscano un’istruzione della massima qualità a un numero crescente di studenti garantendo nel contempo l’equità dell’accesso”.

Lo studio – “Do changes in cost-sharing have an impact on the behaviour of students and higher education institutions?” è stato condotto per conto della Commissione europea dal Deutsches Zentrum für Hochschul- und Wissenschaftsforschung (DZHW) sito ad Hannover e da Higher Education Strategy Associates (HESA) di Toronto, Canada. Lo studio ha usato dati quantitativi e indicazioni qualitative per esaminare l’impatto dei cambiamenti apportati alle tasse universitarie sulle matricole, sugli studenti e sulle istituzioni. In ciascun caso il gruppo di ricercatori ha utilizzato le prove disponibili per verificare le teorie diffuse quanto all’impatto delle tasse di studio.

Lo studio è parte del seguito dato al progetto per la modernizzazione dei sistemi d’istruzione superiore in Europa, adottato dalla Commissione nel settembre del 2011, che non promuove un particolare sistema di finanziamento o di ripartizione dei costi nell’ambito dell’istruzione superiore. In Europa esistono vari sistemi di finanziamento: spetta ai singoli Stati membri decidere qual è il più idoneo alle proprie esigenze.

Per scaricare la relazione completa o le sintesi complessive (disponibili in lingua inglese, francese o tedesca) cliccate a questo link.