Web, marketing e stipendio. Gli ingegneri battono tuttiSviluppatori e specialisti di “user experience” dominano la classifica delle professioni create dalla Rete. «Crescono le opportunità per creativi e umanisti»

Fonte: La Stampa
di Stefano Rizzato

È una babele tutta anglofona, che va da “web analytics” a “content marketing”. E, chissà, un giorno qualcuno si prenderà la briga di tradurre tutto. Di certo c’è che la costellazione delle professioni del web, dei nuovi mestieri creati dalla Rete, si sta espandendo a vista d’occhio. In Italia più lentamente che altrove, ma in modo ormai deciso. Il risultato è tutto un fiorire di nuove figure e tipologie di lavoro, che intrecciano tecnologia e marketing, commercio e comunicazione. Con buoni stipendi. E gerarchie che iniziano a prendere forma.

I più ricercati? Sono ancora i tecnici.
In testa alla classifica delle professioni più richieste – e soprattutto pagate meglio – ci sono ancora loro: gli ingegneri. In fuga, e con buon margine. Secondo i dati degli esperti di Moz.com, chi sa programmare e costruire i sistemi informatici alla base di un sito o di un’app può aspettarsi un salario, in media, di quasi 100mila dollari l’anno. Sarebbero circa 73mila euro, ma va fatta una distinzione: di qui in poi parliamo di cifre su scala mondiale. Che in Europa sono assai più basse, per ora, rispetto a Paesi come Australia, Stati Uniti e Canada.

La rimonta della “user experience”
Dietro a ingegneri e sviluppatori, cresce in modo sempre più vistoso il campo della cosiddetta “user experience”. È di fatto l’arte emergente di tutto il settore: quella che studia e realizza le strategie per rendere siti e app efficaci, immediati, funzionali. Ormai l’hanno capito tutti: sul web funziona solo quello che è utile e soddisfacente per l’utente finale. E così gli specialisti del genere guadagnano, in media, 84mila dollari l’anno. Non male.

E-commerce, motori di ricerca e social media
Scorrendo la classifica, al terzo posto – a quota 74mila dollari – troviamo gli esperti di e-commerce, settore che a livello globale e in Italia non conosce crisi. Appaiati a loro, al quarto posto, ci sono gli “web analyst”: maestri del traffico e dei flussi online. Poi inizia la serie delle (tante) professioni legate al marketing. Esperti di pubblicità, di nicchie di mercato, di posizionamento di prodotto. Tutto declinato, in linea con i tempi, su scala digitale e internazionale.

A fianco dei “venditori” hanno sempre più spazio gli specialisti dei motori di ricerca. Che si dividono in due grandi categorie. Gli esperti di SEO (search engine optimization), che sanno posizionare un sito al meglio tra Google e simili. E quelli di SEM (search engine marketing), che sanno pianificare campagne pubblicitarie attraverso i motori di ricerca. Con il sogno di farle diventare “virali”.

“In Italia, tante opportunità per umanisti”
In fondo alla classifica degli stipendi e delle nuove professioni, ci sono gli addetti alle pubbliche relazioni, gli esperti di social media e i web designer. Mestieri meno tecnici, più creativi, diventati una grande opportunità per chi ha una formazione umanistica. Sempre più, anche in Italia. “Il digitale non è solo per smanettoni, serve ormai in tutte le categorie e imprese”, spiega Giulio Xhaet, fondatore di Professioni del web. “Quello che sta avvenendo in Italia è un cambio di mentalità forzato, che vede tante piccole e medie imprese, tipiche della nostra economia, adeguarsi ai tempi e reinterpretare le proprie attività in chiave digitale. Gli sviluppatori restano i più ricercati. Ma creativi e comunicatori possono essere centrali, per un’azienda che punta a sfruttare bene i social media o a internazionalizzarsi”.