Università, numero chiuso: ministro Giannini per selezione solo dopo primo annoNumero chiuso: “Deve essere cambiato urgentemente perché totalmente fallimentare”

Fonte: la Repubblica

Il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Stefania Giannini, proverà a mettere a posto alcune questioni che riguardano gli atenei italiani. Lo ha promesso agli studenti e al Consiglio universitario. Innanzitutto, il numero chiuso per l’accesso a Medicina, Architettura e in generale al 56 per cento dei corsi degli atenei italiani. E poi la screditata prova di selezione per scegliere i docenti delle cattedre del futuro, l’Abilitazione scientifica nazionale.

Lunedì scorso il ministro Giannini è stato contestato all’Università degli studi di Foggia durante l’inaugurazione dell’anno accademico. Un presidio degli studenti della Link, la sinistra dialogante, ultimo di una serie iniziata in primavera. Dopo un blocco dell’accesso alla facoltà voluto dal rettore Ricci, una delegazione di studenti è stata ricevuta e il ministro in quell’occasione ha deciso di aprire una discussione sul sistema del numero chiuso. “Deve essere cambiato urgentemente perché totalmente fallimentare”, ha detto. Affermazione impegnativa.

Il ministro Giannini, che crede nella selezione dei migliori, ha in mente di introdurre un sistema di cernita alla francese: tutti i diplomati dentro tutte le facoltà senza filtro di test. Poi, per alcune facoltà che richiedono spazi, laboratori, inclinazione e impegno, la selezione sarà fatta alla fine dell’ultimo anno. Da definire le modalità, ma tra le prove richieste per accedere al secondo anno accademico ci dovrebbero essere domande quiz legate alle materie studiate nel primo anno.

Per ora, il ministro non ha promesso nulla sul finanziamento del Fondo ordinario delle università – negli scorsi giorni è riuscita a fermare un taglio da 75 milioni di euro in due anni messo a decreto dal governo Renzi – e ha rimandato ogni decisione a un incontro con il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan: “Serve una nuova programmazione”. Nessuna novità neppure sulle borse di studio ai meritevoli, che continuano a scarseggiare. 

Ieri, poi, il ministro ha raggiunto la sede del Consiglio universitario nazionale e ne è uscita con una seconda riforma possibile, quella delle Abilitazioni nazionali. Troppi ricorsi al Tar: mille fin qui, molti accettati dal tribunale amministrativo. Troppi curricula truccati, troppi candidati congiunti di politici e figli di baroni abilitati alle cattedre universitarie. Il sistema va rivisto e le indicazioni del Cun sono una buona base di partenza. La seconda tornata delle Asn 2013-2014 sarà condotta alla vecchia maniera, ma nella fase successiva il meccanismo di valutazione dei curricula dovrà essere più semplice e soprattutto continuo: non più una data unica per una prova nazionale unica, ma un lavoro fatto “in progress” da commissioni con membri che vengono sostituiti a scadenze non lontane. E poi sarà rivisitato lo strumento delle “mediane”, poco rispondenti alla realtà della produzione scientifica nei diversi settori.

Il ministro Giannini vuole sbloccare il blocco del turnover dei docenti, “che mette a rischio il sistema di insegnamento e di ricerca delle nostre università”. E modificare la misura dei “punti organico” per calcolare le nuove assunzioni e i passaggi di fascia dei docenti “in un'ottica di programmazione e responsabilità finanziaria degli atenei”. Infine, ha assicurato che sta cercando i 40 milioni necessari per riportare a quota 5.000 i posti per le scuole di specializzazione medica.