Lezioni aperte a tutti per la settimana dell’«orgoglio universitario»Dal 12 al 17 maggio. Le associazioni ai rettori: avviciniamola alla società. Sul sito Unipertutti, più di 200 lezioni e seminari aperti

Fonte: Corriere della Sera
di A.D.G.

Microbiologia marina a Palermo; Copernico e Keplero a Pavia. Origini dell’integrazione monetaria europea alla Bicocca di Milano, con Paolo Tedeschi; e il colloquio a indirizzo psicoanalitico illustrato da Daniela Cantone alla Seconda università degli Studi di Napoli. E ancora: Shakespeare e il Medioevo, in una lezione di Stefano Simonetta alla Statale di Milano; o le innovazioni didattiche in corso nelle università europee, illustrate da Giunio Luzzatto all’Università degli Studi di Genova; e l’analisi di un testo giornalistico con Jean-Yves Le Léap, a Catania.
Sono più di 200 le ore di «università aperta»: una maratona oratoria di una settimana, non stop, 24 ore al giorno. Lezioni aperte, che professori e associazioni promuovono per avvicinare la formazione superiore alla «società civile».

La settimana
Si chiama «Unipertutti» ed è un’iniziativa raccolta da un cartello di organizzazioni che riunisce associazioni e sindacati rappresentativi di tutte le componenti del mondo universitario (professori, ricercatori, tecnico-amministrativi, precari, studenti), che dal 12 al 17 maggio hanno lanciato la «Settimana dell’orgoglio universitario».

L’appello
In una lettera-appello ai rettori le associazioni (una ridda di sigle, che allineate in ordine alfabetico suonano così: Adi, Adu, Andu, Arted, Cipur, Cisl-Università, Cnru, Cnu, Confsal-Cisapuni-Snals, Conpass, Csa-Cisal Università, Flc-Cgil, Link, Rete29Aprile, Snals-Docenti, Sun-Universitas News, Udu, Ugl-Intesa Fp, Uil Rua), sottolineano come da tempo siano preoccupate per come ricerca e alta formazione vengono fatte percepire nel nostro Paese. «L’opinione pubblica viene continuamente bombardata da opinioni tendenziose in base alle quali gli Atenei sarebbero, oltre che luogo di ogni nefandezza, sostanzialmente inutili, un lusso che non ci si può più consentire. La perdita di ruolo e di prestigio della funzione della ricerca e dell’alta formazione ha innescato una vorticosa e distruttiva spirale, che con ogni evidenza punta al collasso del Sistema». E invece Università e Ricerca «hanno una fondamentale funzione culturale, sociale ed economica», sostengono. «Coloro che hanno un’elevata formazione rendono possibili impieghi migliori, più qualificati e duraturi per tutti e non solo per loro stessi, anche attraverso l’indotto che ne deriva. E lo stesso vale per tutti i saperi».

Porte aperte
Saperi, innovazione e riflessione critica che, dicono i promotori dell’iniziativa, si formano ogni giorno dentro i nostri Atenei in modo oscuro e invisibile agli occhi di chi nell’Università non studia o non lavora. Ecco quindi nascere la volontà di aprire le porte degli atenei, di far conoscere alla società l’importanza e la centralità di questi temi e di «recuperare il senso di una missione civile e sociale che è propria dell’Università».

Lezioni e seminari
Di fronte al crollo degli immatricolati, ai tagli di docenti e al progressivo innalzamento dell’età media, a «una qualità scientifica che tiene solo grazie all’abnegazione e al senso di responsabilità dei ricercatori e dei professori italiani», un diritto allo studio inesistente e nuovi futuri tagli in vista, la campagna nazionale «Unipertutti» (www.unipertutti.it) dice che Università e Ricerca servono a tutti, e non solo a chi frequenta le lezioni o fa ricerca. E per farlo la miglior pubblicità è mostrare il lavoro di docenti, precari, studenti, personale degli atenei. Attraverso lezioni e seminari, passione e impegno quotidiano che dal 12 al 17 maggio saranno pubblici, accessibili a tutti. I docenti hanno già iniziato a offrire la propria disponibilità dando indicazioni - sul sito Unipertutti - delle lezioni e delle iniziative che metteranno a disposizione del pubblico.