Piovono i ricorsi sul test più contestato di tutti i tempiIrregolarità e domande mal poste: a rischio le ammissioni a Medicina

Fonte: La Stampa
di Flavia Amabile

Non c’è solo il plico mancante: dai telefonini che squillavano praticamente ovunque ai genitori dei candidati che entrano e salutano i commissari durante il test, dai posti assegnati arbitrariamente dalla commissione senza sorteggio come prevede il regolamento fino alle domande errate, questo del 2014 rischia di essere il test di ammissione più contestato di sempre. 

Migliaia le denunce di irregolarità. Circa mille sono arrivate solo all’Udu, l’associazione di studenti che per prima ha lanciato l’allarme sul plico mancante a Bari. Ma sta preparando un ricorso anche il Codacons. «A noi sono arrivate il doppio delle denunce rispetto all’anno scorso», spiega Gianluca Scuccimarra. Che cosa voglia dire questo aumento vertiginoso lo si capirà forse meglio fra alcuni mesi quando arriverà la sentenza al maxi-ricorso collettivo che l’associazione sta preparando e che verrà presentato non oltre il 12 maggio quando saranno rese note le graduatorie. 

Per ora leggere il corposo dossier che l’Udu sta mettendo insieme significa mettere a nudo questo test che dovrebbe rappresentare l’iniziazione nel mondo adulto per migliaia di studenti e che anche quest’anno assomiglia soltanto a una lotteria dai contorni poco chiari. 

Sconosciuti i metal detector e le schermature delle aule, le segnalazioni di cellulari che squillavano impunemente in aula durante i test sono arrivate da tutt’Italia molto più dell’anno scorso. Una regola prevede che i questionari debbano essere totalmente anonimi e così le persone mentre li completano: in più atenei, invece, i documenti d’identità sono stati tenuti sui banchi, oppure sono stati incrociati gli elenchi dei candidati con le liste dei posti sorteggiati. 

Una parte consistente di studenti ha denunciato la presenza di test con risposte tutte errate o mal poste, in particolare di biologia e chimica. Le più contestate sono le domande 31 e 32 del test di medicina. Il Miur assicura che le soluzioni proposte erano corrette e che anche il testo era perfettamente regolare, ma l’Udu va avanti: «Purtroppo - spiega Gianluca Scuccimarra - chi scrive lo fa spesso traducendo male o comunque formulando in modo contorto i testi. Già l’anno scorso un paio di domande sono state comunque annullate in seguito perché è stato riconosciuto che erano difficilmente interpretabili».

Alle difficoltà abituali quest’anno se n’è aggiunta una in più, le domande che fanno parte del programma dell’ultimo anno delle superiori ma che l’anticipo ad aprile del test non ha permesso di svolgere. Fra le irregolarità diffuse in tutt’Italia anche l’impossibilità per gli studenti di annullare, all’atto della consegna, il secondo foglio delle risposte non utilizzato e i posti assegnati dalle Commissioni a discrezione senza effettuare il sorteggio previsto dal regolamento. 

Ci sono poi alcuni casi particolari. A Palermo in tanti hanno denunciato che la commissione ha ridotto arbitrariamente il tempo a disposizione dei candidati, 90 minuti invece dei 120 previsti per regolamento. A Perugia c’erano candidati nati nel 1959: pur essendo perfettamente legittimo, l’Udu chiede di vigilare perché spesso si tratta di persone che dopo essere entrate in graduatoria vendono il posto conquistato a chi è rimasto fuori. Alla Sapienza a Roma in tre hanno svolto la prova tenendola sulle gambe, non c’erano i banchi e una commissione ha fatto riaprire le buste sigillate dai candidati dopo la consegna dei test perché mancava la scheda anagrafica. A Tor Vergata mancava un compito all’interno del plico aperto in aula. 

L’elenco delle irregolarità ancora non è definitivo. Quello che è certo è che si annunciano tempi difficili per la credibilità del test, soprattutto dopo il successo ottenuto lo scorso anno sempre dall’Udu, che per gli errori commessi sul bonus maturità è riuscito a far ammettere mille studenti in più a Medicina.