Università, via ai test d'ingresso: inizia Medicina tra le polemiche. Quesiti? Da Chomsky alla CartaSi prosegue oggi con Veterinaria e giovedì con Architettura. Per Medicina e Odontoiatria gli iscritti effettivi al test sono 64.187 contro i 74.312 dello scorso anno. Polemiche e proteste di studenti contro il numero chiuso

Fonte: Quotidiano.net

Partiti i test di ingresso all'università . Sono 83.011 i candidati che hanno perfezionato l’iscrizione ai test in calendario questa settimana per l’accesso ai corsi a numero programmato. Si è cominciato oggi con Medicina e Odontoiatria, si prosegue oggi con Veterinaria e giovedì con Architettura. In 4.954 parteciperanno poi alle selezioni per entrare nei corsi di Medicina in lingua inglese, con il test in programma il 29 aprile in 19 Paesi, Italia compresa. Intanto il ministro della salute, Beatrice Lorenzin intreviene sui test per Medicina: “Il problema non sono i test di accesso alla Facoltà di Medicina, ma le non borse di studio per gli specializzandi".

TUTTE LE DOMANDE E SOLUZIONI DEL TEST

I NUMERI - Per Medicina e Odontoiatria gli iscritti effettivi al test sono 64.187 contro i 74.312 dello scorso anno, quando i partecipanti effettivi alle prove furono poi 69.073. Sono iscritti alla prova di mercoledì di Veterinaria 6.940 candidati contro gli 8.902 di un anno fa. All’ultimo test hanno poi partecipato effettivamente 8.050 candidati. Infine, hanno perfezionato l’iscrizione alla prova di Architettura di giovedi’ 11.884 candidati, contro i 16.651 iscritti effettivi dello scorso anno che ha visto poi 14.877 partecipanti reali al test. I candidati dovranno rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Quest’anno la ripartizione del numero di domande e’ stata modificata in favore del numero dei quesiti delle materie ‘disciplinari’. I posti a bando nelle università statali sono 10.551 per Medicina e Odontoiatria (il dato include anche i posti riservati agli studenti stranieri non soggiornanti in Italia che solo per Medicina possono essere utilizzati se non coperti), 7.621 per Architettura, 774 per Veterinaria. Per Medicina in inglese, poi, sono 4.954 i candidati iscritti, erano 5.951 lo scorso anno. Il test si terrà in contemporanea in 19 paesi compresa l’Italia, fra i quali, ad esempio, Portogallo, Argentina, Polonia, Qatar, Arabia Saudita, Stati Uniti. Sono 87 le cittadinanze rappresentate alla prova che si terra’ il 29 aprile. I posti sono 155 per studenti comunitari e 77 per studenti stranieri non comunitari non soggiornanti in Italia.

CHOMSKY E HOBSBAWM NEI TEST - Sessanta le domande di cultura generale, discipline di riferimento e logica in cui si sono cimentati i ragazzi, con l’anno scolastico in corso e prima degli esami di maturità. Tra le domande di cultura generale a risposta multipla, svelano alcuni aspiranti camici bianchi su Twitter, "che cosa è’ necessario per riformare un articolo della Costituzione italiana?". E poi quesiti su Rita Levi Montalcini, Chomsky e Hobsbawm e il suo 'Secolo breve'. E nei test spunta un refuso: Eric Hobsbawm, è stato ribattezzato Hobsbawn, con "n" finale e non la "m". Errore di battitura o altro? Si ironizza sul sito Skuola.net, tra i primi a svelare i contenuti delle domande. Qual è, o qual èstata, la materia di specializzazione e di ricerca di alcuni dei più grandi scienziati italiani e’ stato il tema della prima domanda di cultura generale. Tra i nomi, il Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini, il Nobel per la fisica Enrico Fermi. Poi quello per la Medicina Camillo Golgi, famoso per la scoperta dell’apparato che porta il suo nome dallo studio delle cellule. Meno conosciuti dal grande pubblico, il Nobel per la fisica Riccardo Giacconi e quello per la Medicina Mario Capecchi. A destare sconcerto tra i ragazzi, la domanda (sempre a scelta multipla) sul linguista e filosofo del linguaggio Noam Chomsky, autore non studiato a scuola e poco conosciuto a meno di studi approfonditi nel suo campo.

PROTESTE - In concomitanza con l’inizio dei test d’ingresso per Medicina, gruppi di studenti si sono mobilitati stamani in diversi atenei per denunciare le conseguenze del numero chiuso. A Roma, Milano, Padova, Bologna e Torino con presidi e blitz i giovani hanno ribadito la propria contrarietà a un sistema di selezione “discriminante e sbagliato che mette sotto scacco il futuro di un’intera generazione e quello del Paese tutto”.
“In gioco - dichiara Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Universitario - c’è il futuro di migliaia di giovani e quello del nostro sistema sanitario: nel 2018 si stima avremo bisogno di oltre 20.000 medici, intanto il Miur e il governo scelgono di continuare a restringere l’accesso all’universita’ e a tagliare le borse di specializzazione. Noi crediamo che l’università debba essere accessibile a tutti. Il sistema italiano del numero chiuso non e’ l’unico ne’ il migliore, abbiamo analizzato cosa succede in diversi paesi d’Europa e del mondo e crediamo che su queste basi serva aprire un dibattito serio e complessivo sui sistemi di selezione universitaria”.
“In centinaia di scuole stamattina abbiamo volantinato contro il numero chiuso e i sistemi di valutazione basati sui test a crocette. Un test - aggiunge Roberto Campanelli, coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti - non può decidere il livello di preparazione di uno studente, specie quando ingiustamente è stato posto ad aprile in piena preparazione per l’esame di maturita’. Un test soprattutto non puo’ decidere del nostro futuro: quando si dà la possibilità ad un solo studente su 7 di accedere a medicina non c’è nessuna meritocrazia ma solo un attacco frontale al diritto di tutte e tutti di scegliere cosa studiare. Contro chi sostiene questo modello di valutazione continueremo a mobilitarci, boicottando il 13 maggio i test Invalsi alle superiori”. “Non si tratta solo di medicina, architettura, veterinaria e odontoiatria: oggi il numero chiuso è realtà per quasi il 60% dei corsi di laurea” conclude Federico Del Giudice.

IL MINISTRO - “Il problema non sono i test di accesso alla Facoltà di Medicina, ma le non borse di studio per gli specializzandi. Abbiamo un sistema con il numero chiuso per programmare il fabbisogno di medici nel nostro paese: nel momento in cui non riusciamo a colmare il fabbisogno tra laureati che hanno già avuto accesso chiuso in base a una programmazione e specializzazioni si crea un problema che deve essere risolto”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine degli Stati generali della Salute in corso a Roma, commentando le proteste contro il numero chiuso per l’accesso in alcune facoltà universitarie.
“Ho proposto una serie di misure nel disegno di legge Lorenzin, che adesso è in discussione al Senato, una parte era stata già risolta da una serie di emendamenti condivisi dal ministro Carrozza e passati nella legge di stabilità, abbiamo ancora un pezzo di questi specializzandi che sono fuori e che va invece risolto: è un tema molto importante non solo di equità, ma anche di programmazione dei nostri fabbisogni sanitari”, ha concluso Lorenzin.