2024, un super computer che pensa e si emozionaSi sono ritrovati a Losanna gli scienziati che lavorano allo Human Brain Project (HBP) è ad oggi il più ambizioso studio neuroscientifico mai avviato a livello mondiale

Fonte: la Repubblica
di Ludovica Amoroso

Riprodurre in un unico substrato di silicio le funzioni di un intero cervello umano. Lo Human Brain Project (HBP) è ad oggi il più ambizioso studio neuroscientifico mai avviato a livello mondiale. Un supercomputer alla cui realizzazione stanno lavorando 135 importanti istituzioni, soprattutto europee, grazie a un nuovo e ulteriore finanziamento della UE, pari a 1 miliardo e 19 milioni di euro. Data di ultimazione: anno 2024. Dieci anni ancora, quindi, per studiare e raccogliere ogni dato appartenente al nostro encefalo e costruire un sistema, il più potente al mondo, che possa simulare i 100 miliardi di neuroni contenuti in un cervello, e le 10 mila connessioni che si realizzano per ognuno di essi.

A capo di questa meravigliosa avventura che ha ancora molta strada da fare, c'è il  Prof. Henry Markram, neuroscienziato dell'École Polytechnique di Losanna in Svizzera, che dal 2005- grazie alla collaborazione con la IBM  -  quando ancora il progetto si presentava con il nome di "Blue Brain", ha validato tutte le tecniche fondamentali per la creazione di modelli neuronali, fino ai dettagli molecolari. Il grande successo che ha ottenuto negli anni questo esperimento, vede oggi riuniti centinaia di scienziati appartenenti alle discipline più disparate. E, considerata la grandezza e la tempistica relativa al lavoro in programma, lo HBP si trasferisce a Ginevra nei locali "immediatamente disponibili" della Merck Serono (Merck KGaA), azienda in maggioranza di proprietà della famiglia italiana Bertarelli. Perché a Losanna, per rendere fattibile i successivi passi previsti dalla ricerca, sarebbe stato necessario rendere agibile un nuovo sito del valore stimato di 100 milioni di euro.

L'avventura del supercomputer più veloce, potente ed intelligente mai creato prima divide però la scienza. Tra sostenitori e contrari alla realizzazione del progetto, con questi ultimi che si appellano al rischio di una "singolarità tecnologica" che accelererebbe la capacità di comprensione e previsione degli esseri umani. In parole più chiare: la creazione di una macchina in grado non solo di pensare ma anche-in un prossimo futuro- di provare emozioni, spaventa quanti prefigurano la fine della stessa umanità di fronte alla creazione di macchine "superiori" che, a loro volta, potrebbero progettare tecnologia non controllabile dall'uomo.

Eppure, la maggioranza degli scienziati che si occupa di tale materia, guardando all'oggi, si prefigge quantomeno il raggiungimento della conoscenza esatta del nostro 'connettoma', ovvero della mappa completa dei collegamenti che si strutturano all'interno del nostro sistema nervoso centrale. Si tratta della più grande sfida del 21° secolo. Riuscire a decifrare tutte le informazioni necessarie per capire cosa avviene veramente nel nostro encefalo permetterà a noi umani, prima che alle macchine, l'evoluzione della specie: più saremo in grado di conoscere il nostro "io" profondo, tutto concentrato nel favoloso mondo che è il cervello umano, più saremo in grado di utilizzare quest'ultimo nel suo immenso potenziale. Capire l'esatto funzionamento del cervello apre poi strade fondamentali per il futuro della diagnostica e della prevenzione delle malattie ad esso legate, come schizofrenia, alzheimer, ictus, e persino tumori. "Se riuscissimo a raccogliere la sfida- si legge sul sito dello stesso progetto- potremmo ottenere profonde intuizioni su ciò che ci rende umani, sviluppare nuovi trattamenti per le malattie del cervello e costruire tecnologie informatiche rivoluzionarie."

Intanto, gli scienziati di questo vastissimo progetto si sono ritrovati a Losanna il 5 e 6 aprile, in occasione dell'inaugurazione dello 'SwissTech Convention Center' della École Polytechnique Fédérale di Losanna, futuristico centro destinato ad ospitare congressi, seminari o convention. Qui, Henry Markram ed il suo team internazionale presenteranno gli ultimi successi dell'esperimento 'Human Brain', attraverso una proiezione in 3D realizzata in esclusiva per gli 'Open Days' lo scorso weekend. Così si darà modo al grande pubblico di poter esplorare il mondo infinito e complesso del cervello umano, attraverso i contributi scientifici dei neuroscienziati, genetisti, matematici, informatici, ingegneri e quanti altri stanno collaborando al raggiungimento di questo incredibile obiettivo.

Giunge poi direttamente dalla prestigiosa rivista "Scientific American" - cui è seguita la conferma  della Commissione Europea-  la notizia che il progetto di Henry Markram è in procinto di allearsi con quello statunitense 'Brain' lanciato nel 2013 dal presidente Barack Obama (e finanziato già solo in partenza dallo stesso presidente per un miliardo di dollari). I dettagli sono ancora tutti da definire: si fa affidamento, invece, sulla firma dell'accordo ufficiale che verrà sancito entro il 2014.