ghiacciL'attuale ritmo di fusione ha raggiunto livelli senza precedenti. Dati scientifici, foto e video dimostrano la gravità e l'urgenza della situazione collegata direttamente all'innalzamento della temperatura media globale

Fonte: Dire Giovani 
 
L'"Arctic Sunrise", una delle navi di Greenpeace, si trova ora in Groenlandia. A bordo c'è un gruppo di scienziati che sta registrando la rottura del ghiacciaio Petermann, uno dei più grandi della terra, vasto circa quanto il territorio di Manhattan. Dati scientifici, foto e video "dimostrano la gravità e l'urgenza della situazione collegata direttamente all'innalzamento della temperatura media globale".

Quello che vedono gli studiosi a bordo dell'"Arctic sunrise" è che "a 82 gradi a nord, lontano dai centri abitati, l'impatto che abbiamo sul nostro ambiente è devastante". I dati raccolti finora dagli scienziati "sono spietati- denuncia Greenpeace- il ghiacciaio è stato spaccato da un fiume lungo 27 chilometri, con una portata di 50 metri cubi al secondo". A questo ritmo, "si potrebbe riempire una piscina olimpionica in meno di un minuto".

Inoltre, "in profondità il ghiacciaio si sta sciogliendo a una velocità ancora maggiore che in superficie" "La perdita di un ghiacciaio come quello di Petermann avrà conseguenze sull'innalzamento del livello del mare- avverte Greenpeace- i ghiacci del polo nord lanciano segni evidenti di un ambiente unico che va estinguendosi a causa delle emissioni di gas serra, con dirette conseguenze per chi abita questi luoghi: orsi polari, foche, eccetera".

Cattive notizie arrivano anche da altre fonti. Un recente studio della Nasa "ha dimostrato che la calotta glaciale non solo diventa sempre più piccola ma anche più sottile e giovane- rivela l'associazione ambientalista- tanto che la scomparsa della calotta polare artica (i ghiacci che poggiano sul mare) è attesa già nelle estati del 2030".

I leader mondiali, in occasione dell'ultimo G8, si sono impegnati a limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi, "ma non hanno indicato il modo in cui sarà raggiunto questo obiettivo- denuncia Greenpeace- è invece necessario indicare cifre concrete: per evitare che il riscaldamento globale provochi impatti irreversibili e catastrofici occorre stabilizzare le emissioni di gas serra entro il 2015, per poi ridurle drasticamente portandole il più vicino possibile allo zero entro il 2050".