Dalla tecnologia alla ricerca,linee guida per i Fondi UeCirca 40% risorse sono destinate a progetti per la crescita

Fonte: ANSA

La Commissione Ue preme sull'Italia affinche' i fondi strutturali della programmazione 2014-2020 siano utilizzati per "rimettere l'economia sulla strada di una competitivita' ritrovata", per questo si vuole accertare che il 40% di investimenti, che nella bozza informale di accordo sono concentrati su ricerca, innovazione, tecnologia e competitivita', vengano destinati con efficacia a tali obiettivi.

Le lezioni del passato insegnano. Cosi', mentre l'Italia arranca per assorbire 12,9 miliardi di euro della vecchia programmazione, entro fine 2015 ("una bella sida" per Regioni "in ritardo" come Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Friuli Venezia Giulia), da Bruxelles partono 45 pagine di osservazioni per migliorare il documento ufficiale, che dovra' essere presentato entro il 22 aprile.

Nel documento inviato a Roma si propongono alcune correzioni che dovranno essere fatte, pena veder respingere il dossier al mittente. Il sottosegretario Delrio ha dato "buona prova" da sindaco della gestione dei fondi sul progetto dei Tecnopoli - spiegano alla dg del commissario Ue Johannes Hahn - e dal suo insediamento ha dimostrato molta "attenzione, ma sono trascorse solo due settimane". E l'esperienza maturata suggerisce ai tecnici della dg Regio di lasciare il meno possibile al caso.

Troppi fino ad oggi i problemi di gestione e controllo dei fondi. Per questo tra le richieste piu' forti c'e' quella di irrobustire la capacita' a tutti i livelli, da quello locale, al regionale, al centrale - anche attraverso la piena operativita' dell'Agenzia per la coesione, di cui si invoca la piena operativita' entro aprile. Ma si chiede ad esempio di fissare standard per misurare i tempi di realizzazione dei progetti.

Dopo la performance disastrosa del Programma "attrattori culturali" nella sua fase di regia interregionale, l'Ue chiede poi di non vedere piu' programmi cosi': che siano a guida nazionale o regionale. I livelli intermedi "non funzionano".

Per fine luglio a Bruxelles si attende anche la definizione vera e propria dei programmi. "L'ideale" - dicono - sarebbe analizzarli in combinazione con l'accordo di partneriato, prima di dare l'ok. Questa volta insomma, grazie anche a tutti gli strumenti di controllo aggiuntivi forniti dalla nuova riforma, Bruxelles anche sui fondi strutturali fa sentire forte la sua voce.