Salute: AIDS, il vaccino italiano supera i primi test sull’uomoGli esiti della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Vaccine, organo ufficiale della International Society for Vaccines

Fonte: Meteoweb.eu
di Angelo Ruggieri

Gli esiti della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Vaccine, organo ufficiale della International Society for Vaccines. Una buona notizia che segna un deciso passo aventi nella lotta e soprattutto nella prevenzione nei confronti della malattia virale che ha causato un gran numero di morti. Ora, dopo tanti anni, finalmente la ricerca, e si tratta di una ricerca italiana, ha prodotto qualcosa di veramente innovativo rispetto al così detto cocktail che già era riuscito ad assicurare, in un certo senso, una discreta aspettativa di vita ai soggetti che hanno contratto il virus dell’HIV. Secondo tuttasalute.net, si tratta del vaccino messo a punto dal Prof. Arnaldo Caruso, direttore della Sezione di Microbiologia dell’Università di Brescia, e sperimentato in quattro centri per malattie infettive italiane e, precisamente a Brescia, Perugia, Torino e Milano, dove sono strati sottoposti alla sperimentazione alcuni volontari sieropositivi in trattamento antiretrovirale.

I soggetti selezionati, che come detto avevano dato il loro assenso alla sperimentazione, sono stati sottoposti alla vaccinazione per 5 volte nell’arco di 5 mesi e i risultati sono stati molto più che incoraggianti. Infatti la sperimentazione è riuscita al 100%, e non sono stati registrati effetti collaterali mentre si è potuta constatare la formazione di anticorpi specifici in grado di neutralizzare la tossicità della proteina p17 associata al virus dell’HIV. La prima fase della sperimentazione del vaccino AT20 si è quindi conclusa con successo, e ovviamente non si fermerà qui, in quanto si è solo alla prima fase della sperimentazione. Questa continuerà, anche in tempi abbastanza brevi, con l’allargamento del numero di soggetti che verranno sottoposti alla vaccinazione, soggetti che si ricorda, anche in questo caso, dovranno dare il loro assenso prima di essere sottoposti alla sperimentazione. Questa è la dimostrazione che la ricerca italiana, dove e quando possibile, non è certamente seconda a nessuno.