L’università è a rischio estinzioneTra cinquant’anni la maggior parte degli atenei scomparirà. Lo studio

Fonte: Studenti.it
di Valeria Roscioni

L’università è a rischio estinzione: poche decide di anni, cinquanta a voler essere precisi, e tutto cambierà. A sostenerlo è uno studio di Sebastian Thrun della Stanford University volto ad anticipare le future evoluzioni dell’istruzione accademica. Il futuro, secondo lui, è online. Metodi di apprendimento diversi, accesso ai corsi diverso e, soprattutto, costi diversi dato che dal 1985 al 2012 negli Stati Uniti il costo di una laurea è cresciuto del 559%.

I numeri parlano chiaro e stando a Thrun la via da percorrere è una sola e conduce dritta verso i Moocs: Massive Online Open Course, alias corsi dai costi assai meno proibitivi fruibili via web che già da adesso stanno richiamando molti lavoratori desiderosi di implementare le loro competenze senza doversi recare in un luogo specifico. Ad attrarre è soprattutto il modo del tutto nuovo, e del tutto multimediale, di trasmettere il sapere  a tantissime persone, molte più  di quante adesso non possano entrare in un’aula.
È dunque davvero questo l’unico futuro possibile per l’università? Certo, a sostenerlo non è una voce del tutto disinteressata dato che Sebastian Thrun è non solo un esperto di robotica, ma anche il co-fondatore di Udacity, il primo esponente dei Moocs.

Al di là di goni ragionevole dubbio, però, un solo dato resta certo: i costi di una laurea, in Italia come all’estero, stanno diventando sempre più proibitivi. Un’inversione di marcia, qualunque essa sia, è ormai da considerarsi necessaria.