Gli studenti contro il ministro Carrozza: “Gli Atenei del sud rischiano di sparire. Subito mobilitazioni” “Il Governo ha l’obbligo di fornire risposte concrete circa il finanziamento di Università e Ricerca, giacché i 150 milioni previsti nella Legge di Stabilità risultano assolutamente insufficienti"

Fonte: CorriereUniv.it

Nella giornata di oggi studenti, dottorandi, personale docente e non degli atenei della Puglia hanno sottoscritto un appello pubblico delle Università pugliesi per lanciare una mobilitazione dell’intera comunità accademica in occasione della riunione convocata il 28 novembre a Napoli dal ministro Carrozza alla presenza di tutti i Rettori degli atenei del Sud Italia.

“Decine di atenei del nostro paese, in particolare quelli del Meridione, - dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK Coordinamento Universitario - rischiano di chiudere i battenti nel giro di qualche anno. Il combinato disposto tra il Decreto Punti Organico 2013, il blocco del Turn Over, i tagli lineari degli ultimi cinque anni e l’aumento della quota premiale del F.F.O. hanno ormai svelato la reale strategia del Ministero dell’Università: ridurre drasticamente il numero degli atenei e creare poli accademici di serie A, ultra-finanziati e “d’eccellenza”, ed altri di serie B, sotto-finanziati e caratterizzati da una pessima didattica e da una ricerca inesistente”.
La mobilitazione delle Università pugliesi punta a sospendere le attività didattiche per tutta la giornata del 28 novembre come presa di posizione netta nei confronti delle scelte dell’attuale Ministra Carrozza, creando momenti di partecipazione e discussione sul futuro dell’Università nel Mezzogiorno.
“Il Governo ha l’obbligo di fornire risposte concrete circa il finanziamento di Università e Ricerca, giacché i 150 milioni previsti nella Legge di Stabilità risultano assolutamente insufficienti - conclude Campailla. Se in queste settimane non si verificherà un netto cambio di rotta le studentesse e gli studenti, a partire dalla data del 28 novembre a Napoli, continueranno a mobilitarsi scendendo in piazza e bloccando le università di tutto il paese”.