velinoAll’origine un atto vandalico. Sul letto del fiume trovati anche altri tipi di rifiuti. I sommozzatori del club locale ne recuperano 60 chili. Quattro sub sono scesi in immersione: l'operazione di ripulitura è durata circa un'ora

Fonte: Corriere di Rieti

“Un atto vandalico di quelli che ormai si vedono troppo spesso e da cui appare troppo distintamente la mancanza di rispetto per l’ambiente. Un puro divertimento per chi, evidentemente, nel resto trova solamente noia”. Ciò che è accaduto nel fiume Velino, nei pressi di viale Matteucci, a Rieti, può essere definito solo come “un comportamento incivile e barbarico, da cui trapela solo stoltezza”. Così Ettore De Michele, sommozzatore di Rieti, ha definito l’ultimo evento che ha coinvolto il fiume che bagna la città. Una quantità immensa di pile è stata ritrovata sul fondo del fiume “per un peso di circa sessanta chili. Le batterie - secondo la ricostruzione di Ettore De Michele, presidente del Csr (Club Sommozzatori di Rieti) - sono state prese nei raccoglitori della differenziata che si trovano nelle vie che costeggiano il fiume e poi gettate in acqua”. Nel pomeriggio di ieri, Ettore, 52 anni, reatino, che nel Club sommozzatori riveste non solo il ruolo di presidente ma anche quello di maestro-istruttore, si è calato nelle acque fredde del fiume, sotto il ponte Giovanni XXIII, insieme ad altri tre soci del Csr. Muniti di mute, bombole d’ossigeno e boccagli, i quattro si sono immersi per il recupero di tutte le pile e di un’altra serie di rifiuti che ormai da tempo rendono il Velino un luogo ad alto livello di inquinamento. Con Ettore, anche Renzo Alberto Gunnella, di 36 anni, Alessandro Prinzivalli, aiuto-istruttore di 36 anni e Pierluigi Gunnella, reatino di 34 anni. In un fiume che “in quasi tutto il suo percorso tocca una profondità massima di cinque metri e mezzo - ha spiegato il presidente - questa volta siamo giunti a una profondità di due metri e mezzo. Qui, l’impressionante rinvenimento di questa grande quantità di pile, che danneggia seriamente il fiume”. I liquidi che sprigionano le batterie, infatti, si rivelano altamente dannosi per l’ambiente: “Le sostanze che sono contenute nelle pile - ha evidenziato De Michele - sono troppo inquinanti. Fra queste le peggiori sono il cadmio, il litio e i vari acidi”. Un danno serio per le acque del fiume e anche per i vari animali che lo vivono (sono note le anatre che quotidianamente si spostano sulle acque del Velino). La scoperta delle pile è stata pressoché casuale: “Tutte le domeniche - ha aggiunto De Michele - il nostro Club effettua delle immersioni nel fiume, anche insieme ai turisti che decidono di partecipare alle iniziative che organizziamo. Le pile sono state rinvenute durante il giro di perlustrazione che abbiamo effettuato in visione della prossima edizione della Festa del Sole”. Ieri, i quattro sommozzatori, nell’arco di circa un’ora, sono riusciti ad estrarre tutte le pile che sono state trovate sul letto del fiume. Una volta rimosse, sono state prese in consegna dalla Asm che le ha conferite al deposito di smaltimento di Casapenta. “Non escludiamo che sia un atto ripetitivo - ha detto De Michele una volta uscito dall’acqua -. Alcune pile si trovavano ben venti centimetri sotto la sabbia fluviale. Non solo, abbiamo trovato anche altri rifiuti, che conferiscono al Velino uno stato a dir poco vergognoso. All’altezza di Ponte Romano abbiamo recuperato ben quattro biciclette e altri rifiuti ingombranti”