l settore del Green non conosce crisi. Un laureato su due trova subito lavoroNuove professioni legate all'enogastronomia e alle biotecnologie fanno registrare dati occupazionali in controtendenza rispetto alla crisi di altri settori. E alcune università italiane, come quella della Tuscia, si muovono in questa direzione

Fonte: Ustation.it
di Gianluca Reale

Dall'enogastronomia alle biotecnologie, quello del Green sembra essere il settore che soffre meno di altri la crisi, con valori occupazionali per i giovani neolaureati in positivo.

Per mettere i giovani nelle condizioni di poter usufruire delle tante offerte di lavoro in quest'ambito il Dipartimento per l'Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (Dibaf) dell'Università della Tuscia continua a puntare molto su tre corsi di laurea triennali, attivati già da quattro anni, in Biotecnologie, in Tecnologie alimentari ed enologiche e in Scienze forestali e ambientali, e su due corsi biennali di laurea magistrale in Sicurezza e Qualità agro-alimentare e in Scienze forestali e ambientali.

E la strada intrapresa dall'ateneo viterbese sembra essere quella giusta se è vero, come sottolinea la stessa università, che un laureato su due in questo settore trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo di studio. Grazie al curriculum "green" ma anche allo stretto legame tra i percorsi didattici del Dibaf, che offrono una preparazione tecnica e professionale altamente qualificata, e il mondo delle imprese, degli enti pubblici territoriali, delle strutture di ricerca e del mondo delle professioni.

Una sistema di didattica che è stato apprezzato anche a livello ministeriale visto che "nel rapporto Anvur sulla qualità della ricerca delle università italiane, quella della Tuscia - sottolinea Giuseppe Scarascia Mugnozza, direttore del Dibaf - si piazza al primo posto in Italia tra le università di medie dimensioni proprio per il settore agro-alimentare e forestale".

Nuove professioni che nel settore green confermano un trend positivo dal punto di vista occupazionale. Nel solo settore agroalimentare e forestale nel primo trimestre del 2013 c'è stato un aumento di occupazione del 9% per gli under 35; nel settore enologico l'occupazione, pur in un momento di crisi, è salita del 2,6% e sei nuovi esperti di vino su dieci vengono occupati a soli tre mesi dalla laurea.

Per quanto riguarda l'industria alimentare, il secondo settore produttivo del Paese, si investe in sicurezza dei cibi 2 miliardi l'anno, con 60.000 addetti in aumento. Nel settore del farmaco biotech, infine,  sono 175 le imprese operanti con circa 6.800 occupati in ambito ricerca e sviluppo.