Ricercatori in piazza:' la ricerca unica vittima della vivisezione'Protesta contro i limiti ai test sugli animali

Fonte: ANSA

''La vivisezione non esiste più in Europa dagli anni '70: se c'è una vittima della vivisezione, questa è la ricerca'': lo dicono i tanti ricercatori scesi in piazza Montecitorio per protestare contro gli emendamenti alla legge sulla sperimentazione animale che, dicono, ''rischiano di mettere in ginocchio la ricerca italiana''.

Camici bianchi, palloncini dello stesso colore e striscioni con la scritta: ''Vivisezione? non fa per noi. Sperimentazione? Per tutti voi'', I ricercatori hanno ai polsi le etichette adesive che si usano per spedire i bagagli in aereo: se dovessero passare gli emendamenti, moltissimi di loro impegnati in campi importanti, dai vaccini ai tumori, non potrebbero più lavorare e l'unica scelta possibile sarebbe andare all'estero.

A dieci anni dalla protesta che aveva visto i ricercatori consegnare le provette simbolo del loro lavoro contro la legge di riordino degli enti, piazza Montecitorio è tornata a riempirsi dei camici bianchi di genetisti, biologi molecolari, neuroscienziati, fisiologi ed esperti di cellule staminali. ''Sono arrivati in tanti, oltre 500, da tutta Italia'', ha detto Daria Giovannoni, presidente di Pro Test, l'associazione che ha organizzato la manifestazione. Tanti i giovani, sul camice l'etichetta delle organizzazioni per le quali lavorano, tra le più prestigiose in Italia: Telethon, San Raffaele, Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom), università Sapienza, Istituto 'Mario Negri', Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

''Ho presentato un ordine del giorno per l'eliminazione dell'emendamento che limita la sperimentazione sugli animali'', ha detto ai ricercatori l'on. Ilaria Capua, virologa di livello internazionale. ''Come parlamentare - ha aggiunto - sono qui a combattere al vostro fianco non solo per questa legge ma per avere più finanziamenti per la ricerca. Sono qui per far sì che in Italia la ricerca non sia più una Cenerentola, ma la fonte di ricchezza di questo Paese''. Sulla stessa linea Gilberto Corbellini, dell'Associazione Luca Coscioni, per il quale ''la battaglia per la sperimentazione animale è parte di una strategia più complessiva di difesa della ricerca scientifica''.

Il messaggio è che, se si tende a utilizzare sempre meno gli animali in laboratorio, in tanti casi non c'è purtroppo alternativa: dalla ricerca sui farmaci a quella sui tumori e sul cervello, a quella sui virus dell'influenza. Non poter fare test sugli animali in molti casi vuol dire chiudere il laboratorio.
''Siamo qui perchè credo sia importante tenere in vita la ricerca'', ha detto una giovane ricercatrice dell'Ifom, Elisa Alievi. L'indiano Mathiuanan Jothi, del San Raffaele, non si stupisce più di tanto: anche nel suo Paese ha visto situazioni simili. ''Siamo qui per protestare contro la disinformazione perchè la ricerca non è vivisezione'', ha detto Alessandra Bolino di Telethon. Il suo collega Luca Rampoldi non ha dubbi: ''l'unica vivisezione che si sta facendo è quella della ricerca''.