uniboLa crisi economica ha investito tutti i settori e anche l’università corre ai ripari. L’ateneo di Bologna presenta una proposta innovativa e meritocratica per le tasse accademiche: paghi meno contributi se sei bravo e, quindi, in regola con i crediti universitari

Fonte: Votailprof.it
di Laura Patanè

La crisi economica ha investito tutti i settori e anche l’università corre ai ripari. L’ateneo di Bologna presenta una proposta innovativa e meritocratica per le tasse accademiche: paghi meno contributi se sei bravo e, quindi, in regola con i crediti universitari. La rivoluzione delle tasse di quest´anno non mette mano agli aumenti (saranno dell´1,5%, secondo l´inflazione), ma rivede il sistema di agevolazioni, innalzando l´asticella dei requisiti di merito (equiparati a quelli richiesti dall´azienda per il diritto allo studio), ed anche il tetto per accedere agli sconti (da 35mila a 40mila euro di Isee), di conseguenza le fasce della contribuzione vengono ridotte da sette a cinque.

Queste proposte intendono favorire più studenti e in particolare il ceto medio, ma, soprattutto vogliono punire duramente chi non studia: attualmente chi non sostiene gli esami necessari paga poco di più, invece- se la proposta passerà - pagherà la tariffa piena, il massimo. Per alcuni, questa proposta è un primo passo per l’attribuzione di un valore aggiunto allo studio degli studenti, come lo stesso prorettore, Paola Monari, dichiara: “ Non è giusto che la società copra i costi di studenti che non s’impegnano. Naturalmente non pretendiamo dei geni, i requisiti di merito rimangono bassi, ad esempio, tre esami il primo anno. Se uno non studia, non fa nemmeno il minimo, deve uscire dal sistema delle agevolazioni sulle tasse”.
Al contrario, i ragazzi del Gruppo Prometeo, i rappresentanti degli studenti delle associazioni indipendenti presenti nelle Facoltà di Ingegneria, Farmacia, Medicina e Agraria, oltre che nel corso di studi in Biotecnologie, gridano allo scandalo, dichiarando: “Provvedimento ingiusto”. Gli oppositori alla proposta dimostrano, con un esempio pratico, come questo sistema se attivato aumenterebbe il divario sociale. Infatti, se Marco deve iscriversi al quinto anno di Medicina, ed il suo Isee è di 12mila euro e ha accumulato 180 crediti invece dei 184 richiesti, con l´attuale sistema pagherebbe 876 euro, con il nuovo ne dovrebbe sborsare 1.792.
A riguardo, Filippo Costadoni, studente di medicina, esprime il suo dissenso alla proposta dichiarando: “Si penalizzano i più deboli: chi ha redditi bassi e famiglie meno avvantaggiate culturalmente e quindi facilmente può rimane indietro con gli esami. Così l´Ateneo aumenta il divario sociale, appiattendosi sulla retorica dei fannulloni del governo di destra”. Per ora la riforma rimane una proposta, passata in senato accademico con il voto contrario di Giuseppe D´Agostino, rappresentante degli indipendenti, l´astensione della Sinistra universitaria e il 'sì' dello Student Office. L´ultima parola spetterà al Cda dell´Ateneo.