Carrozza, le donne vitali per la ricercaIl loro valore non è riconosciuto, sopratutto a livelli dirigenziali

Fonte: ANSA

Le donne sono vitali per la ricerca così come per tutto il Paese e la mancanza di riconoscimento dei loro diritti è un problema che fa soffrire l'intero Paese: lo ha detto il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Maria Chiara Carrozza, in occasione della consegna dei premi del bando 'Energie per la Ricerca' promosso dalla Fondazione Centro studi dell'Enel e dalla Fondazione Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).

"Mi ha fatto molto piacere scorrere questa lista di vincitori e trovare tra loro 16 donne su 20", ha spiegato il ministro in riferimento all'elenco dei vincitori del bando. "Hillary Clinton ha detto che i diritti delle donne sono la grande questione incompiuta del ventesimo secolo, e come sapete in molti paesi questa affermazione ha un grande peso, perché riguarda la possibilità dell'istruzione che viene ancora negata ad alcune persone solo in quanto donne".

In Italia, ha proseguito Carrozza, il problema delle donne è quello di essere riconosciute per il proprio valore, in particolare a livelli dirigenziali. "Man mano che saliamo di livello, la finestra delle opportunità si chiuda per un sesso. Non ne soffrono solo le donne, ma è tutto il paese che ci perde. Per questo dobbiamo avere il coraggio di andare avanti e valutare le donne per quello che valgono".

Il ministro ha rilevato inoltre che ''investire nella ricerca in Italia è necessario in quanto è la base della competitività del nostro Paese e della creazione di un circuito veramente virtuoso tra università e mondo del lavoro". 'Necessità' è quindi la prima delle parole d'ordine per la ricerca in Italia. La seconda è 'sfida': "vogliamo investire su premi legati alle sfide tecnologiche, alle innovazioni sociali, alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale".
'Semplicità', infine, è la terza parola parola chiave in quanto "purtroppo - ha detto il ministro - nella ricerca non è sempre così. Il nostro metodo è portare più trasparenza, più apertura, dando forma a un sistema nazionale della ricerca che sia in grado di coinvolgere tutto il Paese, e faccia capire a sempre più persone che la ricerca, che sia di base o applicata, è fondamentale".