macerieStudenti - Una delegazione dell'Udu ha ribadito la necessità di spazi

Fonte: Il Tempo
di Giorgio Alessandri

Nemmeno la pioggia incessante ha scoraggiato le oltre millecinquecento persone che ieri pomeriggio hanno dato vita al pacifico corteo che da viale Corrado IV si è snodato sino al piazzale della Reiss Romoli. Una manifestazione promossa dai comitati dei cittadini «sfollati, terremotati ed accampati», come recitava un volantino, per chiedere «il 100% della ricostruzione, quindi anche delle seconde case, 100% trasparenza sulla gestione dei fondi e 100% partecipazione sulle scelte del futuro della città capoluogo e dei comuni limitrofi colpiti dal sisma». Insomma, un'iniziativa per chiedere maggiori garanzie per la rinascita della città, mentre ogni ipotesi di contestazione del G8 (paventata alla vigilia) è stata prontamente smentita.

Niente bandiere di partici politici, ma diversi rappresentanti istituzionali erano presenti, a rimarcare la forte volontà di non abbandonare la città oppure slogan del tipo «Berlusconi, in tenda vacci tu», sintomo di un malcontento diffuso per alcune lacune contenute nel decreto (già convertito in legge) per l'Abruzzo. Una delle proposte lanciate dai manifestanti è quella di requisire le case agibili per consentire una rapida uscita dalle tendopoli: «Nel territorio aquilano - era scritto in una nota - sono circa 3000 gli alloggi invenduti che potrebbero essere messi a disposizione della cittadinanza e che non vengono presi in considerazione per un rientro immediato dalle tendopoli. Chiediamo la requisizione degli alloggi agibili (A e B) secondo il piano della protezione civile nazionale per la sistemazione in affitto, regolarmente remunerata dallo Stato».

Al corteo, diviso in tre tronconi, hanno preso parte anche i giovani dell'Unione degli Universitari, ribadendo «la necessità di attribuire una parte delle strutture della scuola della Guardia di Finanza per residenze universitarie. Gli studenti - riportava un volantino - chiedono inoltre alla Regione Abruzzo di mostrare un minimo di interesse per l'Ateneo aquilano e dei suoi studenti». Un altro slogan urlato da tutti i presenti era «senza casa, senza paura», segno evidente che le manifestazioni si ripeteranno finchè agli aquilani non verrà dato ciò che era stato promesso.