Università online, davanti alla webcam non puoi mentireSviluppato un programma per valutare il grado di comprensione e lo stato d’animo degli studenti durante le lezioni sul web

Fonte: La Stampa
di Daniele Banfi

Il fenomeno delle università virtuali è in rapida ascesa. Complice il progresso nella velocità di connessione, pensare ad una classe virtuale in grado di comprendere studenti dall’Asia agli Stati Uniti passando per l’Europa, non è più un’utopia. Ognuno rimane seduto davanti al proprio computer di casa ed è l’università a raggiungerti. Nessun contatto umano, solo lezioni virtuali interattive. Come prevedere allora il successo di un corso? Semplice, attraverso un software. A darne notizia è la North Carolina State University: un gruppo di suoi ricercatori è riuscito a sviluppare un programma in grado di valutare con precisione le emozioni degli studenti impegnati in lezioni interattive online e di predire l’efficacia dell’insegnamento. I risultati verranno presentati in questi giorni a Memphis (Stati Uniti) in occasione del congresso “Conference on Educational Data Mining”.

Un programma, quello sviluppato dagli informatici statunitensi, che potrebbe davvero rivoluzionare l’insegnamento online. Partendo da un semplice strumento come la webcam, i ricercatori statunitensi hanno sviluppato il software CERT (Computer Expression Recognition Toolbox), un algoritmo informatico in grado di decodificare le espressioni facciali legate ad ansia, confusione, impegno e frustrazione lungo tutta la durata della lezione. Attualmente CERT è stato testato su 65 universitari ed è riuscito ad individuare in più dell’85% dei casi il corretto stato d’animo degli studenti e il grado di comprensione della lezione.

«Il passo successivo -spiega Joseph Grafsgaard, uno dei creatori di CERT- sarà quello di fornire allo studente impegnato nel test un feed-back dipendente dal suo stato emozionale. Ad esempio, se il soggetto compie degli errori e il sistema monitora un’espressione di frustrazione, il software potrebbe fornire un messaggio motivazionale della serie “non preoccuparti, solo sbagliando si impara”. Se invece non viene rilevato nessun segno di sconforto il messaggio potrà essere di diverso tipo». 

CERT sostituirà l’insegnante? Stando a quanto dichiarano i suoi creatori il software sarà di aiuto integrando il fondamentale lavoro dei professori. «Intanto -come spiega Kristy Boyer, responsabile del progetto- siamo al lavoro per implementare le funzionalità di CERT e contiamo di fornire un prodotto capace di migliorare l’apprendimento e di ridurre al minimo il numero di studenti che abbandonano i corsi».