Nei depressi salta l’orologio del sonnoIl ritmo è alterato: o si dorme troppo, o troppo poco. Uno studio dell’University of Michigan

Fonte: La Stampa
di Paolo Mastrolilli

L’orologio biologico delle persone depresse è sballato, non funziona come in quelle sane. Questo provoca squilibri del sonno, che poi hanno effetti negativi sulla salute. La notizia buona è che forse si può intervenire sul fenomeno, aprendo la strada a nuove terapie.

La scoperta di cui stiamo parlando è stata fatta alla University of Michigan e pubblicata sul giornale Proceedings of the National Academy of Sciences. 

Era noto che le persone colpite dalla depressione hanno problemi a dormire: in alcuni casi sono vittime dell’insonnia, mentre in altri sono soggette a lunghi sonni fuori orario. Lo studio della University of Michigan ha approfondito questo fenomeno, ed è arrivato alla conclusione che tali comportamenti sono insieme un effetto della malattia e un elemento che la peggiora. 

Tutti gli esseri umani hanno una specie di orologio biologico, che regola il nostro corpo sulla base di un ciclo che dura grosso modo 24 ore. L’evoluzione di questo ciclo si può misurare, monitorando l’attività di alcune cellule che si trovano nell’ipotalmo. Gli scienziati del Michigan hanno analizzato i cervelli di pazienti deceduti non colpiti dalla depressione, e hanno visto che l’orologio biologico era così preciso, da poter stabilire l’ora della morte sulla base della condizione delle cellule dell’ipotalmo. Quindi hanno fatto la stessa analisi sui depressi, e hanno verificato che il loro orologio era completamente fuori fase, come se avessero vissuto con un fuso orario diverso dalle altre persone. 

Questo da una parte spiega i problemi di sonno sofferti dai pazienti, chiarendo perché alcune persone depresse hanno difficoltà a dormire, mentre altre dormono troppo e in orari inconsueti. Nello stesso tempo, però, lo studio conferma che intervenire sul ciclo del sonno potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti della depressione. Secondo il dottor Jun Li, uno dei ricercatori della University of Michigan, le cure possono essere farmaceutiche, o anche legate a pratiche come la terapia della luce. Di sicuro, però, «rimettere a posto l’orologio biologico potrebbe diventare la chiave per diagnosticare meglio e risolvere la depressione».