In Europa solo un ricercatore su tre è donnaLo rileva un'indagine della Commissione Europea

Fonte: ANSA

Solo un ricercatore su tre nel continente europeo e' una donna. Questo e' quanto emerge da una indagine condotta da She figures 2012 pubblicata dalla Commissione europea, nella quale inoltre si evidenzia che il mondo femminile rappresenta solamente il 20% dei professori ordinari e il 15,5% dei direttori delle istituzioni nel settore dell'istruzione superiore.

She Figures 2012, che e' prodotto della Commissione europea, e' la quarta pubblicazione di una serie chiave di indicatori essenziali per comprendere la situazione delle donne nella scienza e nella ricerca.
Nel corso del tempo l'elenco degli indicatori utilizzati per descrivere la partecipazione delle donne a tutti i livelli e in tutte le discipline scientifiche si e' evoluto considerando l'istruzione superiore, il mercato del lavoro, comprendendo l'equilibrio lavoro/vita familiare; e questo non solo nei 27 Paesi europei, ma anche in Croazia, nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in Islanda, Israele, Norvegia, Svizzera e Turchia. Nel 2010 la percentuale di studentesse universitarie (55%) e laureate (59%) ha superato quella degli uomini, ma questi ultimi sono in numero superiore tra gli studenti di dottorato e i dottori di ricerca (le donne sono, rispettivamente, il 49% e il 46%).Inoltre, nella scala della carriera universitaria, le donne rappresentano il 44% dei ricercatori con un dottorato nei primi gradi della carriera e soltanto il 20% dei ricercatori nei gradi piu' alti.

Secondo l'indagine le donne rappresentano circa il 40% dei ricercatori nel settore dell'istruzione superiore, il 40% nel settore delle amministrazioni pubbliche e il 19% nelle imprese. Mentre in tutti i settori il loro numero ha conosciuto una crescita piu' rapida rispetto ai loro colleghi maschi (un aumento del 5,1% all'anno per le donne contro un aumento del 3,3% per gli uomini dal 2002 al 2009), le ricercatrici incontrano ancora difficoltà nel raggiungere incarichi decisionali, con una media di una sola donna ogni due uomini nei comitati scientifici e di gestione in tutta l'Ue.
Maire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza, ha dichiarato che ''nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, le donne nel campo della ricerca rimangono una minoranza, ed e' come se una barriera invisibile impedisse loro di raggiungere posizioni di alto livello. Questa situazione - continua la Commissaria - costituisce una grave ingiustizia ed uno scandaloso spreco di talenti''.