Ministro Profumo: Scuola Pubblica: un anno in meno? Il Ministro Profumo indica la strada a chi lo seguirà all'Istruzione. Bisogna rivedere il sistema scolastico italiano in riferimento all'Europa e anche investire nella scuola

Fonte: Blogsfere.it
di Marianna De Palma

Le dichiarazioni del Ministro Francesco Profumo, in merito alla possibilità di accorciare di un anno il percorso scolastico in Italia, hanno già destato numerosi commenti, soprattutto in negativo e ... allarmismi (motivati? In molti nell'"annuncio" del Ministro vedono già l'ennesima "mazzata" alla Scuola Pubblica Italiana).

Per il momento si tratterebbe soltanto di una dichiarazione di valutazione - dice il Ministro -, confrontando l'Italia con gli standard europei (ma bisogna ben capire cosa accade in Europa!), ma che diventa, a detta dello stesso Profumo, anche un forte consiglio per chi prenderà il suo posto al Ministero dell'Istruzione.

Profumo ha parlato di un anno in meno del percorso scolastico, che in Italia attualmente termina con la quinta superiore, a 19 anni di età, e che invece in molti Paesi europei ed extraeuropei termina a 18 anni, permettendo ai giovani di intraprendere prima l'università.

Ma... - ndr - non è esattamente che negli altri Paesi, come Spagna, Francia o gli Stati Uniti, si vada semplicemente a scuola per un anno in meno.

In tante Nazioni, innanzitutto, la scuola comincia a 5 anni e non a 6 e termina dunque un anno prima che in Italia. Inoltre, la scuola superiore è spesso una prosecuzione, nei primi due anni, della scuola media, con poi un triennio di indirizzo diversificato in base alla scuola,  effettivamente superiore, che si sceglie.

In molti Paesi inoltre, anche le scuole superiori includono il tempo prolungato, con diverse ore laboratoriali. Cosa che, già poco sviluppata nel nostro Paese, ha avuto un taglio netto con la Riforma Gelmini, che ha ridotto drasticamente ore laboratoriali di indirizzo in molte scuole superiori e anche compresente alle scuole medie, che permettevano lo svolgimento di attività più pratiche, creative, informatiche e di laboratorio, appunto.

Si tratterebbe dunque di un ripensamento della scuola Pubblica Italiana, e questo il Ministro lo dice, in direzione di un rinnovamento assolutamente necessario. Ciò che invece si teme, siccome ne siamo avvezzi, è di ritrovarsi con tagli di ore (addirittura di un anno di scuola), di organico e quindi di già limitate risorse!

Speriamo invece che le parole proferite in questi giorni dal Ministro, che suggeriscono un necessario enorme investimento nella scuola nei prossimi anni, possano trovare concretizzazione in un'evoluzione positiva della nostra scuola pubblica, sempre più depauperata di risorse, energie, fondi.

Ecco uno stralcio dalle dichiarazioni di Profumo:
"In questi mesi abbiamo avviato, come avviene in tutta Europa, una serie di analisi relative a un nuovo modello di scuola, più vicino alla domanda dei giovani e al mercato del lavoro. In questa direzione una delle cose che abbiamo studiato è stato il modello complessivo delle scuole pre-università. Ma non ho preso alcuna decisione, è un'analisi di una situazione abbastanza generale in Europa e nel mondo".
... "Nel caso in cui si decidesse di andare in quella direzione, le persone potrebbero venir usate per una modalità di scuola diversa, una scuola con tempo prolungato o con maggiore attenzione agli studenti".

"La domanda di educazione e formazione è diversa rispetto al passato - ha osservato il Ministro -, i nostri ragazzi hanno bisogno di un'educazione più moderna e piu' rispondente alla loro domanda quotidiana. Nel futuro sarà necessario fare un grande investimento sulla scuola e certamente un elemento centrale è quello della formazione dei docenti pre-messa in ruolo e permanente".